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Pisa

Un’altra giornata di fuoco però la trattativa va avanti

Un’altra giornata di fuoco però la trattativa va avanti

Accuse reciproche fra Britaly (che se la prende anche con la polizia) e Gattuso Il sindaco fa da mediatore, Pablo Dana conferma: «Ho alzato la mia offerta»

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PISA. La trattativa fra Britaly Post e Pablo Dana per la vendita del Pisa calcio continua. E la squadra resta ad allenarsi a Pisa, sventando insieme ai tifosi il tentativo della proprietà di portarla in una ridente località in provincia di Avellino, ipotesi che aveva scatenato una mezza rivolta in città facendo mobilitare anche un ingente spiegamento di forze dell’ordine.

Due fumate chiare, ma solo alla fine di una giornata convulsa, in cui è successo di tutto di più, con un riacutizzarsi della polemica con tanto di bacchettate reciproche e minacce di dire basta a ogni negoziato. Riassumibili, dal lato della proprietà, nella frase «qualora questo irresponsabile comportamento perdurerà, ogni trattativa per la cessione del club verrà immediatamente interrotta», perno di una lunghissima lettera aperta indirizzata al sindaco Filippeschi. L’irresponsabile comportamento di cui parlava la proprietà era la dura contestazione delle ultime settimane: «Non crediamo che il compito della politica sia quello di assecondare le derive demagogiche più nefaste, bensì quello di offrire alla pubblica opinione delle indicazioni ed, eventualmente, delle soluzioni di alto profilo».

Il comunicato era una risposta indiretta all’intervento di poco prima di Filippeschi, molto stupito per la decisione di mandare in ritiro la squadra (operazione che la città ha interpretato come una palese forzatura) mentre si tratta per la cessione: «Ho chiesto all’amministratore Giampaolo Giampaolo un gesto distensivo per la preparazione della squadra, che liberi il campo da ogni fraintendimento e gli ho spiegato come le tensioni createsi in queste settimane non siano rivolte alla squadra, che ha potuto prepararsi, invece, in una situazione difficilissima, in tutta tranquillità e con il sostegno dei tifosi».

La società faceva poi riferimento al ruolo di Gattuso, con alcuni passaggi molto pesanti: «Dalle dimissioni di Gattuso all'incitamento della piazza – con tanto di intimidazioni, minacce ed aggressione fisica ad alcuni dirigenti - il passo è stato immediato: il 3 agosto scorso è stato impedito lo svolgimento dell'amichevole con il Celta Vigo»...

Scriveva il club: «Stentiamo davvero a credere che la maggioranza dei cittadini di una città civicamente evoluta come Pisa non si renda conto dell’inammissibilità e dell’anomalia di una situazione in cui un allenatore non solo si arroghi la pretesa di fare scelte di competenza della società stessa ma, dopo aver accettato meno di un mese fa, il principio della “piena distinzione dei ruoli” oggi addirittura pretenderebbe di designare i futuri assetti societari».

E la Britaly ritiene «tutto ciò profondamente grave, non solo quale inquietante precedente nazionale».

La risposta di Gattuso non si è fatta attendere, ed è arrivata con una lettera aperta al sindaco: «Se il 31 luglio scorso ho deciso di fare un passo indietro, è stato perché non intendevo più lavorare con Britaly Post per una ragione molto semplice, chiarissima e da me dichiarata per iscritto: non sussistevano le condizioni per svolgere in maniera seria e professionale il mio lavoro e quello della squadra».

E ancora: «Io sono stato interpellato dall’acquirente Pablo Dana, che mi ha chiesto la disponibilità ad allenare il Pisa, nel caso in cui sia lui a rilevare la società, e io gli ho risposto di sì. Tutto il resto sono illazioni, anche piuttosto gravi. Quanto al legame fortissimo che si è creato tra me e la squadra, tra me e la tifoseria, tra me e la città, non ritengo davvero di dovermene vergognare».

Tornando alla squadra, dopo un pericoloso tira e molla, il ritiro è stato revocato (annullata anche l’amichevole in programma venerdì prossimo col Forte dei Marmi). In tarda serata è arrvato un comunicato molto stringato: «Alla luce dell'incontro tra la società nella persona del nuovo Amministratore Unico, e i rappresentanti della squadra e al confronto riguardo le reciproche posizioni, è stato deciso di proseguire di comune accordo l'attività su Pisa sino all'inizio del Campionato».

Nel pomeriggio intanto era tornato in Italia Pablo Dana, che ha concordato con la società di continuare le trattative con un termine ultimo fissato per lunedì prossimo. «Britaly ha chiesto più soldi - ci ha detto - e glieli abbiamo offerti. Un incontro di persona? Non serve. I miei consulenti sono tutti al lavoro ininterrottamente e stanno operando in modo egregio, la proprietà ha a disposizione tutto quello che serve ed io sono pronto a chiudere felicemente la trattativa in ogni momento. Dico a chi spera in noi di tenere duro, stiamo facendo davvero tutto quanto è possibile per comprare il Pisa e riportare subito Rino Gattuso in città».

I colloqui della proprietà oggi dovrebbero continuare anche con il gruppo dell’avvocato Nolli. Nessun segnale invece riguardo alla trattativa con Italpol, l’azienda dell’ex cognato di Petroni, che avviene in totale segreto e non è mai passata attraverso una comunicazione, formale o meno, al sindaco Filippeschi. (a.sc.)

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