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Evade dai domiciliari per sfamarsi: assolto «Non costituisce reato»

PISA. Un caso umano più che criminale. In casa, dove è agli arresti domiciliari, non ha neanche l’acqua corrente. E per mangiare si affida alla benevolenza dei vicini. Gli stessi che mercoledì sera...

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PISA. Un caso umano più che criminale. In casa, dove è agli arresti domiciliari, non ha neanche l’acqua corrente. E per mangiare si affida alla benevolenza dei vicini.

Gli stessi che mercoledì sera gli avevano lasciato da parte gli avanzi per la cena. Quando è uscito dall’abitazione per andare a mangiare si è imbattuto in una pattuglia dei carabinieri del nucleo radiomobile. Che, verificata la condizione di custodia cautelare violata, non hanno potuto evitare l’arresto.

Solo che ieri mattina in Tribunale per la direttissima, il 47enne di Benevento, residente a Pisa, dopo aver raccontato in aula le sue vicissitudini, è stato assolto dall’accusa di evasione dai domiciliari «perché il fatto non costituisce reato».

«Stavo andando al kebab dove mi avevano lasciato degli avanzi per cena» ha detto al giudice Eugenia Mirani, l’arrestato, assistito dall’avvocato Sara Baldini. Il pm, Samantha Lotti al termine della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a 8 mesi di reclusione.

L’evasore per fame, una vita di inciampi con la giustizia e un’esistenza ai margini, sapeva che mettere il naso fuori casa avrebbe significato commettere un reato. Non pensava, però, che se il motivo fosse stato quello di sfamarsi ci sarebbe stato l’arresto. Il 47enne ha collezionato un altro errore che, in udienza è stato fatto notare, ma di cui il giudice non ha tenuto conto in fase di giudizio.

L’arresto per la violazione dei domiciliari altro non era che il ritorno ai domiciliari. Una misura adottata in attesa della direttissima. Ieri mattina l’imputato anziché aspettare l’arrivo dei carabinieri per presentarsi in Tribunale di sua iniziativa è entrato in aula.

Di fatto, arrivando per conto suo senza l’accompagnamento dei militari, aveva commesso per la seconda volta un’evasione. Una violazione in buona fede. E il giudice non ha ritenuto di contestargli anche l’evasione bis dopo quella esclusa, con la sentenza di assoluzione, per la fuga dai domiciliari per mangiare i resti del kebab lasciato dai vicini.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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