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La squadra al lavoro per tentare a Gubbio una nuova impresa

La squadra al lavoro per tentare a Gubbio una nuova impresa

I giocatori sperano nel ritorno di Gattuso già da domenica Contro la Salernitana i pronostici per ora sono sfavorevoli

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PISA. Nerazzurri al lavoro a San Piero a Grado, agli ordini di Colonnello (che sta lavorando benissimo)... anche se non sono militari. C’è da preparare una gara difficilissima, quella di domenica (ore 19) a Gubbio con la Salernitana per il passaggio al turno successivo di Coppa Italia, dove chi trionfa si troverebbe di fronte il 30 novembre la vincente di Torino-Pro Vercelli. I primi bookmaker danno la Salernitana molto favorita: 2.10 per la vittoria al 90’, contro il 3.50 per la vittoria del Pisa e il 3.10 per l’esito ai supplementari o ai rigori. Ma non è affatto importante.

Quello che importa è che intanto si è fermata l’emorragia di mal di pancia e richieste di rescissione (anche ieri il Dg Lucchesi ha parlato con la squadra). Senza girarci troppo intorno, lo spogliatoio spera - e crede - nel pronto ritorno di Gattuso, che se andrà a buon fine la trattativa Dana-Britaly potrebbe essere già in panchina domenica. Le gambe nel campo di allenamento, il cuore e la testa alle trattative: Mannini e compagni stanno riuscendo benissimo a conciliare le due cose.

CIAO CAPITANO. E’ partito intanto, ma la sua è tutto fuorché una fuga, il capitano Paolo Rozzio che ha firmato con la Reggiana. E saluta così i tifosi nerazzurri su Facebook: «Sinceramente non avrei mai pensato di dover scrivere questo post e non saprei neanche da dove cominciare. Mi ritrovo oggi a chiudere "momentaneamente" un capitolo della mia vita importante qui a Pisa . Sono già nella mia nuova squadra, felice del nuovo percorso che intraprenderò con serietà e dedizione per lottare con i miei nuovi colori, ma con il mio cuore e con la mia testa ancora con voi».

Continua il ventiquattrenne capitano (ormai ex) nerazzurro: «Vi avrei voluto salutare uno a uno, abbracciandovi, ringraziandovi di quello che mi avete trasmesso con le vostre parole, con il vostro affetto, con le vostre lacrime. Le stesse che, per la prima volta dopo la vittoria per la B, non so ora trattenere come un bambino ma non me ne vergogno perché nella vita si deve vivere di emozioni vere. Combatterò per essere sempre ciò che sono stato con voi e soprattutto come mi avete insegnato durante questi quattro anni dove ho avuto l'onore e il privilegio di indossare la maglia nerazzurra».

Continua Rozzio: «Sinceramente non so se l'ho fatto bene o male, ma di una cosa sono sicuro... la voglia di sudare, di lottare, di soffrire e di rialzarmi per questi colori non è mai mancata. Sono arrivato all'ombra della torre quattro anni fa, probabilmente tra lo scetticismo di molta gente, con una giovane inesperienza addosso».

Col passare degli anni, spiega, «sentivo che stavo conquistando la fiducia della gente, che anno dopo anno mi ha aiutato a crescere, per arrivare quest'ultimo anno ad indossare una fascia da capitano, che a 23 anni non è facile da portare, e vincere un campionato. Purtroppo il calcio tante volte è bugiardo e beffardo, gioca brutti scherzi e, probabilmente, per molte persone la decisione di andare via è un atto di resa e di mancanza di voglia di lottare ma non è affatto così».

«Quello che voglio che sappiate è che a Pisa sarei rimasto a vita, ma purtroppo la mia situazione personale non mi permette di proseguire (almeno per il momento) il mio percorso qui. Non voglio un grazie, non voglio sentirmi un eroe, voglio sentirmi uno di voi per sempre, perché per me i vostri colori saranno sempre tatuati indelebili dentro me... Con in seguito una cicatrice che ha un po’ rovinato il mio percorso per motivazioni ancora del tutto non comprensibili... !».

Un messaggio molto bello e ricco di ringraziamenti. «I giocatori vanno e vengono ma questa non è la mia storia, io verrò sempre a casa mia per poter condividere ancora con voi splendidi momenti di gioia e felicità come in questi 4 anni assieme». (a.sc.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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