Il presidio
La panchina a Calori se non cambia società
PISA. Cinque giorni fa Marco Calleri è stato nominato nuovo presidente del Pisa vista l'indisponibilità di Fabio Petroni per i noti problemi. Nel mondo del calcio il cognome Calleri è già noto: Marco,...
PISA. Cinque giorni fa Marco Calleri è stato nominato nuovo presidente del Pisa vista l'indisponibilità di Fabio Petroni per i noti problemi. Nel mondo del calcio il cognome Calleri è già noto: Marco, insieme al cugino Riccardo, gestisce il gruppo di procuratori con giocatori importanti tra i propri rappresentati, ma questi sono anche nipoti di Gianmarco, già ex presidente di Lazio e Torino. I due lavorano molto specialmente in Sudamerica e vengono ritenuti molto abili nel proporre giovani inizialmente poco conosciuti come Dida, Zuniga, Ibarbo, Quintero o Barreto.
Tra i due proprio Marco, che ha più conoscenza del mercato italiano, ha la procura di molti giocatori specialmente e nelle serie minori.
Abbiamo provato a contattarlo, ma non siamo riusciti ad avere una sua dichiarazione anche perché tra il lavoro di presidente in pectore e quello di procuratore in un momento caldo del calciomercato, lo hanno impegnato tutto il giorno. Il suo ingresso avverrebbe in un momento storico decisamente complicato per il Pisa con la piazza che è ormai schierata dalla parte opposta di coloro che l'hanno chiamato a dare una mano.
Tutto ruota attorno alla figura di Rino Gattuso, «un capitolo chiuso» secondo l'attuale proprietà nonostante il protrarsi dell'attesa per la scelta del nuovo allenatore. Il nome buono, anche secondo Calleri, potrebbe essere quello del quasi omonimo Calori, che di nome fa Alessandro e che a Pisa è ben conosciuto per i suoi trascorsi in nerazzurro da giocatore. Quest'ultimo, ribadendo quanto detto qualche giorno fa, conferma che qualche contatto c'è stato ma niente di concreto: «Ripeto che mi farebbe tantissimo piacere allenare in una piazza come Pisa che ammiro e nella quale, da giocatore, sono stato benissimo, ma al momento non si può dire di essere in trattativa. Se in futuro dovesse concretizzarsi questa possibilità sarei il primo ad esserne felice».
Adesso resta da capire come si evolveranno le trattative per il passaggio societario, con relativi modi e soprattutto tempi: Pablo Dana ha confermato la disponibilità di Gattuso a ritornare in panchina nel caso in cui la trattativa con lui andasse a buon fine, mentre l'altro interlocutore, rappresentato dall'avvocato Alessandro Nolli, ha detto che «verranno valutare tutte le opzioni ma a tempo debito».
Tra le due c'è l'attuale proprietà che il nome l'avrebbe anche trovato, senza escludere però i vari Menichini, Atzori o Petrone, ma ovviamente punta a temporeggiare ancora un poco e vedere gli sviluppi delle trattative per evitare di avere un nuovo allenatore, ma soltanto per pochi giorni. La fretta è cattiva consigliera si dice spesso, ma in questi casi tutte le parti sembrano propendere per una soluzione a breve termine, qualunque essa sia perché il campionato è ormai alle porte .
Lorenzo Vannozzi
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