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Minghetti si ritira «Lucchesi contestato ignorati i suoi meriti»

Minghetti si ritira «Lucchesi contestato ignorati i suoi meriti»

L’avvocato vicino a Gattuso rinuncia al mandato di mediatore del fondo internazionale interessato alla proprietà del sodalizio

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PISA. L’avvocato Minghetti, uomo di fiducia di Gattuso, lascia. Motivo? L’aggressione verbale di alcuni tifosi a Fabrizio Lucchesi.

Il legale ha deciso di rinunciare all’incarico di mediatore per conto del fondo internazionale interessato all’acquisto dell’Ac Pisa. «Dopo la dura presa di posizione dei tifosi, non solo a parole, nei confronti di Fabrizio Lucchesi - spiega Minghetti - ho deciso di rinunciare al mandato che mi aveva affidato il fondo internazionale per l’acquisizione dell’Ac Pisa. Fondo che ora, pur con molte perplessità, proverà a continuare il percorso direttamente con Giancarlo Freggia e lo stesso Lucchesi. Non c’erano più le condizioni per andare avanti. Da una parte un atteggiamento molto duro di parte della tifoseria nei confronti di una persona come Lucchesi al quale va dato l’esclusivo merito della conquista della serie B. Poi una non ancora precisa volontà di cessione da parte di Petroni come confermato dal suo avvocato Placanica. Quindi non aveva senso per me andare avanti. Il fondo come si comporterà? Sicuramente il clima che si respira a Pisa non invita investitori stranieri a compiere il passo decisivo. Poi ci si sorprende se i capitali esteri stentano ad entrare nel calcio italiano».

L’avvocato Minghetti difende l’operato di Lucchesi: «Ha preso una società di Lega Pro praticamente fallita. A gennaio si è ritrovato senza il milione e 800.000 euro che doveva versare Battini. Poteva vendere Varela ed arrivare senza affanni a fine anno. Ma voleva la B insieme al mister che lui e solo lui ha convinto a venire a Pisa. A quel punto si è rivolto ai romani che peraltro nemmeno a me hanno mai convinto. Ma la promozione è arrivata».

Le tensioni con Lucchesi da parte dei gruppi organizzati della curva Nord sono ormai nette.

Avevano appreso con entusiasmo dell’esistenza di una cordata vicino a Gattuso, «ma siamo oltremodo incazzati per l’enorme e sproporzionata cifra richiesta dall'attuale proprietà, cifra che sembra ancora di più una presa in giro e una sfida nei confronti della città. Invitiamo con vigore le istituzioni a riflettere su questa ulteriore ridicola provocazione e che le stesse si facciano da garante nell'assicurare un immediato passaggio dell'attuale società». L’evidente ostilità verso il direttore generale: «Dopo numerosi giorni di latitanza del direttore sportivo lo abbiamo “beccato” in sede e gli abbiamo espresso il parere nostro e dell’intera città. Più volte abbiamo ribadito che nel ruolo di ds egli è ritenuto valido, ma la cosa che noi non possiamo tollerare è che lui, oltre ad avere sempre mentito all'intera piazza al punto di non essere più creduto da nessuno è la persona che pur di mentire ci ha portato in casa l’attuale proprietà, aspramente criticata dalla stessa tifoseria». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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