Duro confronto fra gli ultrà e il Dg: «Si deve dimettere»
PISA. «Estremamente preoccupato». Così si definisce il sindaco Marco Filippeschi. Per la situazione societaria e quella dello stadio. Anche se per la prima vede qualche spiraglio. «Non ho ricevuto...
PISA. «Estremamente preoccupato». Così si definisce il sindaco Marco Filippeschi. Per la situazione societaria e quella dello stadio. Anche se per la prima vede qualche spiraglio. «Non ho ricevuto manifestazioni di interesse ma risulta che ci siano dei movimenti. E dagli ultimi colloqui con l’avvocato Taverniti e con l’avvocato Placanica, legale di Petroni, è parso che ci sia un’apertura da parte della proprietà a valutare delle offerte. Li ho contattati per rappresentare loro la situazione di estrema preoccupazione per il Pisa, facendo un richiamo alla chiarezza chiesta negli incontri in Comune ai tempi del cosiddetto patto di Gallarate». Secondo il sindaco, «ora è il momento della chiarezza. Se c’è chiarezza si possono trovare delle soluzioni per gestire questa fase, ma ci sono tempi e termini oggettivamente stringenti».
Intanto i gruppi organizzati della curva Nord hanno appreso con entusiasmo l’esistenza di una cordata vicino a Gattuso. Ma, affermano, «siamo oltremodo incazzati per l’enorme e sproporzionata cifra richiesta dall'attuale proprietà, cifra che sembra ancora di più una presa in giro e una sfida nei confronti della città. Invitiamo con vigore le istituzioni a riflettere su questa ulteriore ridicola provocazione e che le stesse si facciano da garante nell'assicurare un immediato passaggio dell'attuale società».
Resta però forte l’ostilità verso il Dg Lucchesi: «Dopo numerosi giorni di latitanza del direttore sportivo lo abbiamo "beccato" in sede e gli abbiamo espresso il parere nostro e dell'intera città, che lo ritiene un bugiardo doppiogiochista. Più volte abbiamo ribadito che nel ruolo di D.S. egli è ritenuto valido, ma la cosa che noi non possiamo tollerare è che lui, oltre ad avere sempre mentito all'intera piazza al punto di non essere più creduto da nessuno (dall’estate scorsa più volte ha giurato sui figli che avrebbe lavorato onestamente e con trasparenza) è la persona che pur di mentire ci ha portato in casa» l’attuale proprietà, aspramente criticata dalla stessa tifoseria. Messo davanti ai fatti e, rendendosi conto che non può più lavorare a Pisa, ci ha assicurato che in un modo o in un altro si dimette dal proprio ruolo.
Ribadiamo che i tempi sono brevi e la nostra pazienza è finita, invitiamo la città a continuare ad essere unita per raggiungere un obiettivo sempre più vicino». (a.sc.)
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