Italia
Mian entra nel Pisa ma senza avere quote «Io a capo del Cda? No»
Ha accettato la carica di presidente onorario «Riprendiamo Gattuso»: il club risponde picche
PISA. Alle 16 circa sembrava che il Pisa avesse segnato il gol-promozione: «Sono il nuovo presidente onorario del Pisa», ha detto al telefono Maurizio Mian, che presidente (vero) lo era stato già per tre anni, dal 2002 al 2005.
E per un po’ la città ha festeggiato. Tantissimi messaggi di gioia, sia perché si pensava che Mian potesse anche comprare a breve in tutto o in parte le quote societarie, sia perché è nota la sua amicizia con Rino Gattuso, che aveva incontrato poche ore prima. Anzi, anche il pensiero di poter riportare subito Gattuso a Pisa lo aveva convinto a dire sì, nella giornata di lunedì, a Leonardo Covarelli che gli aveva chiesto la disponibilità per intavolare una trattativa per l’acquisto del Pisa, qualora Petroni lo mettesse in vendita. «Siamo onorati - scriveva poco dopo l’avvocato Vincenzo Taverniti, membro del Cda che era andato a trovarlo a Viareggio - che Maurizio Mian abbia accettato di essere il nuovo presidente del Pisa e siamo convinti che insieme a lui riusciremo a raggiungere gli ambiziosi traguardi che ci siamo prefissi il 18 gennaio 2016».
Ma l’illusione di una ritrovata “pace sociale” è durata poco, non più di un’ora. Lo scossone lo ha dato l’intervista dell’avvocato Taverniti a 50 Canale. «Mian ha chiesto di aiutarmi in qualsiasi veste ma io gli ho proposto la carica di presidente che lui ha accettato - ha dichiarato Taverniti a 50 Canale -. Non cambierà la proprietà, al 100% della Britaly». E l’ingresso in società di Mian ci sarà o no? «Al momento no, se un domani Petroni cambierà idea non posso saperlo». Ed ecco la doccia gelata su Gattuso: «Abbiamo accettato le dimissioni. Sarebbe tornato in caso di cambio di proprietà, questo non è avvenuto». Mian invece a noi e a Tuttomercatoweb aveva dichiarato poco prima: «Cercherò di far rientrare Gattuso in panchina. E mettere pace a questa situazione che si è creata». Spiegava il farmacologo pisano: «In tutte le migliori famiglie ci sono dei litigi, perché non proviamo a ricomporre questo e a ripartire insieme?». La sua voce però è rimasta inascoltata.
Infine, ecco intorno alle 19 il comunicato ufficiale della società. «L’Ac Pisa 1909 comunica che il dottor Maurizio Mian ha accettato di presiedere il nuovo Cda della società che vedrà come vice presidente Lorenzo Giorgio Petroni (figlio del presidente uscente Fabio Petroni) e come consiglieri il dottor Giuseppe Tambone (confermato) e l’avvocato Vincenzo Taverniti, il quale sarà consigliere delegato. Primo compito del Cda sarà quello di individuare di concerto con il dg Fabrizio Lucchesi, al quale è stata confermata piena fiducia, il tecnico più qualificato per sostituire Gennaro Gattuso alla guida della prima squadra».
«Ma io non sono il presidente del Cda, non ho firmato nulla», dice lo stesso Mian. «Ho accettato di fare solo il presidente onorario, credo che sia importante aiutare il Pisa in qualche modo, con spirito di collaborazione. Non ambisco a una carica direttiva: quando Petroni mi ha fatto sapere che voleva darmi un ruolo nel Pisa ho chiesto quello di magazziniere». E la vicenda Gattuso? «Siamo molto amici con Rino e ora temo di perderla, questa amicizia, perché per ora non sono riuscito a convincere la proprietà a farlo ritornare». La giornata per lui, ma anche per migliaia di tifosi, ha dunque avuto una brutta e imprevista evoluzione. Tanto che in serata era fortemente in dubbio l’incontro che lo stesso Mian doveva avere con i tifosi.
In serata erano già circolate voci di sue dimissioni, ma fino a notte Mian non ha parlato di fare passi indietro. Però non ha fatto passi indietro neanche rispetto a Gattuso, e ad Alessandro Trolese che si trovava con lui ha manifestato l’intenzione di andare avanti con la sua richiesta, facendo il possibile e l’impossibile per far recedere la società dalla decisione definitiva di chiudere col tecnico.
Tornando alla mattinata, Fonti vicine alle parti interessate riferiscono che prima dell’offerta di un ruolo come presidente onorario da parte di Taverniti, lo stesso Mian avesse iniziato una pre-trattativa per acquisire le quote societarie. Se così fosse, nulla vieta che la trattativa venga ripresa.
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