Il Tirreno

Pisa

Violenza in stazione, nessun riscontro: si è inventata tutto

La donna è stata denunciata per simulazione di reato In passato era già finita nei guai per episodi simili

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PISA. È stata denunciata per simulazione di reato la donna d41enne originaria della provincia di Pisa che aveva dichiarato di aver subìto una violenza sessuale nelle prime ore del mattino dello scorso 27 luglio alla stazione di Livorno.

Gli accertamenti compiuti dalla squadra mobile di Livorno e di Pisa guidate da Giuseppe Testaì e Rita Sverdigliozzi e in collaborazione con la polfer della stazione centrale di Pisa hanno consentito di accertare che la donna ha inventato tutto dopo un acceso diverbio con il capotreno del treno regionale sul quale era salita senza aver prima provveduto a fare il biglietto.

Secondo quanto appurato dagli investigatori, la donna, non nuova a episodi analoghi, giunta alla stazione ferroviaria di Pisa ha dapprima inveito contro il capotreno, reo di averle chiesto di mostrargli il biglietto, e poi, mentre questo si allontanava lo ha colpito alle spalle provocandogli lesioni giudicate guaribili in 10 giorni dal polizia dell’ospedale di Firenze, dove il capotreno si è recato solo dopo aver finito il suo turno di servizio.

Sul posto è intervenuta una pattuglia della polfer di Pisa che ha riportato la situazione alla calma; in quell’occasione la donna ha dichiarato ai poliziotti intervenuti di aver subito violenza alla stazione ferroviaria di Livorno Centrale.

La donna, quindi, ha lasciato la stazione di Pisa a bordo di un’ambulanza del 118 che l'ha trasportata all’ospedale di Cisanello, dove veniva visitata. Il giorno dopo la donna ha presentato denuncia per violenza sessuale a posto fisso della polizia di Cisanello.

I medici del pronto soccorso non avevano tuttavia rilevato segni della violenza riferita. E non sono neanche stati trovati riscontri delle telefonate d’aiuto che la donna ha dichiarato di aver fatto al 113 e al 118 di Livorno per denunciare la violenza sessuale quando ancora si trovava sulle banchine dei binari della stazione labronica.

Nessun riscontro al racconto della donna, inoltre, è emerso dall’analisi del sistema di video-sorveglianza della Stazione ferroviaria di Livorno e non risulta alcuna richiesta d’aiuto pervenuta all’indirizzo della pattuglia della polfer in servizio quella mattina. Ancora, la donna non risulta aver viaggiato sul treno proveniente da Cecina, con il quale ha dichiarato di aver raggiunto la Stazione di Livorno Centrale.

Infine, quella mattina, a quell’ora, non risultano treni in sosta tra i binari 6 e 8 della Stazione ferroviaria di Livorno che, a dire della donna, sarebbero stati utilizzati dai tre uomini per ripararsi durante la violenza dalla vista di potenziali testimoni. Tradotto: denunciata per essere inventata tutto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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