Il Tirreno

Pisa

Renziani-SinistraDem, il duello si riaccende

Attacco di Nocchi a Mazzeo: da Cascina all’Unione Valdera. Rimpasto nella segreteria provinciale Pd

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Sono passati due mesi. Non di più. Davanti c’erano le elezioni amministrative. I contendenti renziani e di SinistraDem, attraverso i rispettivi esponenti Antonio Mazzeo e Francesco Nocchi, si erano idealmente stretti la mano. Di fronte alle grandi sfide (oltre le amministrative, il referendum di ottobre) si erano promessi di calmare le acque nell’acceso dibattito tra correnti Pd. Ma è durata poco. Si sente ancora il rumore dei cocci dopo la sconfitta clamorosa di Cascina. E le tensioni sono tornate a galla senza aspettare il referendum. L’occasione è stata uno scambio di vedute sull’Unione comunale Valdera. Mazzeo ha pizzicato il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, accompagnando il tutto con un’autocritica sul partito. Nocchi ha ribattuto alzando il tiro sui metodi usati da Mazzeo, parlando di «nuovo editto giunto da Firenze, stavolta contro il sindaco di Pontedera. Ciò che colpisce è soprattutto l’arroganza». Dalla stretta di mano ad un colpo di spugna sulla tregua. La crisi dell’Unione Valdera è stata l’occasione, poteva molto probabilmente accadere su ogni altro tema.

Infatti Nocchi attacca senza rete: «La sconfitta di Cascina, prontamente rimossa dal dibattito, è figlia anche di questo modo di concepire il partito. Un partito è una comunità di persone unita da valori e ideali condivisi, in cui con il confronto si formano gli orientamenti politici, non si può pensare di ridurlo ad una mera platea che esegue gli ordini di quelli più illuminati». L’ultima stoccata: «Non sta riuscendo a Renzi, figuriamoci se riesce a quelli che, pur volendolo essere, come Renzi non sono».

Renziani contro SinistraDem, si riparte. Dalemiani-fontanelliani contro il nuovo che cerca di avanzare. Rivendicando il lavoro svolto, come ha fatto Mazzeo qualche sera fa all’iniziativa organizzata al Centro Torretta White di Calcinaia per un punto sul primo anno di attività in consiglio regionale, ma anche per rilanciare l’azione del Pd sul territorio pisano in vista dei prossimi appuntamenti, a partire dal referendum di autunno sulla riforma costituzionale.

E’ qui che l’autocritica ha preso la scena: «Dobbiamo essere onesti con noi stessi: se da un lato Pisa è tornata autorevole in Regione, dall’altro in questo ultimo anno non siamo stati in grado di rivitalizzare il partito sul territorio facendolo diventare un luogo di confronto e decisione». L’obiettivo: «Da settembre serve un cambio di passo deciso, a partire da un rafforzamento della segreteria provinciale e da un maggiore coinvolgimento di tutti i militanti, di tutti gli iscritti e di tutti i territori. Le ultime vicende politiche ce lo hanno dimostrato: il Pd vince quando è unito». Tradotto, dopo la pausa estiva si prefigura un rimpasto nella segreteria provinciale. Le elezioni amministrative a Pisa non sono poi così lontane. Rischi e preoccupazioni vanno di conseguenza. L’unità del partito deve essere riconquistata, se possibile.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web