La provocazione della Rsu: «Chiudere le strade insicure»
PISA. «Chiudere le strade insicure». La Rsu della Provincia di Pisa invoca azioni estreme per cercare di contrastare la grave situazione - finanziaria e non solo - che sta vivendo l'ente (come il...
PISA. «Chiudere le strade insicure». La Rsu della Provincia di Pisa invoca azioni estreme per cercare di contrastare la grave situazione - finanziaria e non solo - che sta vivendo l'ente (come il resto delle Province italiane), ancora non abolito dalla Costituzione, ma non più in grado di erogare i servizi. La rappresentanza sindacale dell'ex ente di piazza Vittorio Emanuele invita il presidente della Provincia a «denunciare» lo stato di agonia e a «reagire con azioni estreme». A partire dalla chiusura delle strade insicure e delle scuole in cui non è possibile fare manutenzione. Lo fa con un ordine del giorno approvato venerdì scorso in occasione della giornata nazionale di mobilitazione sindacale (promossa da Cgil, Cisl e Uil) per la richiesta di modifica del decreto Enti locali in discussione in parlamento, su cui il governo ha posto la fiducia. «Nell'attuale formulazione, il decreto penalizza pesantemente le Province, prevedendo ulteriori prelievi forzosi (41 milioni solo in Toscana) che prefigurano il dissesto, indotto dalle scelte del governo, di almeno sei province toscane e la conseguente impossibilità di continuare ad erogare servizi fondamentali per i cittadini (manutenzione strade, manutenzione scuole, trasporto pubblico) - denuncia la Rsu pisana -. Pesanti saranno anche le ripercussioni sui lavoratori, con tagli al salario accessorio e la messa a rischio degli stipendi». «Dal 2014, quando la legge Delrio ha sancito la trasformazione delle Province in enti di area vasta, il governo ha continuato ad accanirsi sulle Province, non solo tagliando ogni trasferimento di risorse, ma operando un prelievo forzoso delle entrate di questi enti derivanti da imposte versate dai cittadini del territorio che in cambio non riceveranno più alcun servizio. Pur di strozzare le Province, il governo, prima ancora del referendum costituzionale di ottobre, colpisce indiscriminatamente i servizi al cittadino che non potranno essere più erogati in assenza di risorse», prosegue la Rsu che chiede di fare chiarezza sul futuro dell'ente e si appella ai parlamentari locali, ai consiglieri regionali e ai sindaci del territorio affinché si impegnino a «ridurre i prelievi forzosi imposti al comparto delle province e delle città metropolitane; che vengano annullate le sanzioni previste per lo sforamento del patto di stabilità 2015 e che vengano previste norme adeguate per rinnovare i contratti dei lavoratoti a tempo determinato». A livello regionale, la Rsu chiede invece di «intraprendere un percorso di confronto con la Regione per lavorare sul futuro assetto istituzionale degli enti locali».
(d.r.)
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