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Appello dei giovani Pd per la cannabis legale: raccolte 200 firme

Appello dei giovani Pd per la cannabis legale: raccolte 200 firme

PISA. In fondo la Toscana è stata una frontiera, una terra di pionieri per chi ha creduto e crede nella legalizzazione della cannabis. Coltivazione, lavorazione e vendita della pianta e dei suoi...

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PISA. In fondo la Toscana è stata una frontiera, una terra di pionieri per chi ha creduto e crede nella legalizzazione della cannabis. Coltivazione, lavorazione e vendita della pianta e dei suoi derivati, già da tempo utilizzati a scopo terapeutico in regione, potrebbero essere autorizzati dallo Stato. Ci credono i Giovani democratici, che hanno lanciato un appello per fare pressing sul parlamento e convincere la politica a votare e approvare la proposta di legge sulla legalizzazione della canapa. Ieri, il primo approdo in aula ha subito scatenato uno scontro fra favorevoli e contrari. Sostenuto da 221 deputati, il ddl verrà ridiscusso a settembre. Intanto la petizione dei Gd toscani - promossa dal segretario Raffaele Marras e dalla presidente Alessandra Nardini, sostenuti da Enzo Brogi, promotore della legge toscana sulla cannabis terapeutica - ha già raccolto 200 adesioni, fra le quali quelle di scrittori, artisti, associazioni, musicisti. Hanno firmato il presidente Enrico Rossi, Stefano Bollani, Simone Cristicchi, Marco Vichi, Enrico Greppi dei Bandabardò. «Lanciamo questo appello da una terra che su diritti, marginalità e tabù ha fatto da apripista, diventando un modello per tante altre realtà. Ricordiamo che siamo la prima Regione a produrre cannabis di Stato ad uso terapeutico presso l'Istituto farmaceutico militare di Firenze. Anche in Consiglio regionale è stata presentata una mozione». Per i Gd il senso della legge è chiaro: «Sentiamo la necessità di imprimere una svolta culturale su un tema che se lasciato sotto l'ombra del proibizionismo genera cortocircuiti. Legalizzare non vuol dire liberalizzare ma regolamentare. Una decisione che aprirebbe la strada ad un percorso di civiltà. Con la Fini-Giovanardi non abbiamo fatto altro che aumentare la popolazione carceraria, contribuendo in maniera considerevole al sovraffollamento dei nostri penitenziari». Inoltre, il proibizionismo, come ha sottolineato Roberto Saviano, «moltiplica l'uso illegale diffondendo criminalità ed evasione fiscale in un pericoloso e continuo intreccio tra giovani e realtà malavitose» e «il divieto di usare droghe leggere non serve a ridurne il consumo, anzi, lo stimola, perché spinge alla trasgressione». Per questo i Gd chiedono che la cannabis sottoposta ad «identico regime che regolamenta sostanze incomparabilmente più nocive, come alcol e tabacco». Fra i firmatari Dario Parrini, Arci Toscana, i deputati pisani Paolo Fontanelli e Maria Grazia Gatti, il consigliere regionale Antonio Mazzeo, il sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri, quella di Ponsacco Francesca Brogi, quello di San Giuliano Sergio Di Maio, l’assessore pisano Andrea Ferrante, Sara Giannotti, capogruppo dem a Vecchiano, i consiglieri di Calci Tommaso Pierini e Anna Lupetti, Lorenzo Ragaglia e Cristina Conti di Cascina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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