Italia
L’economia pisana si fa valere, crescono le esportazioni (+3,4%)
PISA. Il rallentamento della domanda mondiale con cui si è aperto il 2016, ha portato a una leggera contrazione delle esportazioni italiane (-0,4%, nei primi tre mesi del 2016 rispetto al medesimo...
PISA. Il rallentamento della domanda mondiale con cui si è aperto il 2016, ha portato a una leggera contrazione delle esportazioni italiane (-0,4%, nei primi tre mesi del 2016 rispetto al medesimo periodo del 2015) e a un deciso rallentamento di quelle toscane (+0,9%). In tale contesto spicca il dato della provincia di Pisa (+3,4%) la quale, grazie alla fase positiva della meccanica, all'accelerazione del cuoio, alla crescita dei cicli e motocicli ed al ritorno in positivo delle calzature e dei mobili ha mostrato una buona capacità di tenuta. Un dato che è positivo ma non pienamente soddisfacente perché il tasso di crescita dell'export pisano risulta quasi dimezzato rispetto a quello di fine 2015. Sul versante delle importazioni, dopo le pesanti contrazioni subite nella seconda metà del 2015, i primi tre mesi del 2016 segnano per Pisa un +0,2%, grazie alla domanda di prodotti meccanici. Questa l'analisi dei dati Istat sulle esportazioni della provincia di Pisa diffusi dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa.
Esportazioni. Tra i settori di esportazione è la meccanica a giocare la parte del leone. Le vendite oltreconfine di macchine di impiego generale (motori, pompe, rubinetti, valvole, apparecchiature fluodinamiche, ecc.), sono cresciute del 25% fino a sfiorare i 76 milioni di euro nei primi tre mesi del 2016, spiegando da sole i due terzi della crescita dell'export pisano. Ma non tutta la meccanica brilla: le macchine per impiego generale (forni, refrigeratori, macchine per sollevamento, ecc.) perdono il 18%. Il cuoio, sempre primo settore per valore esportato, torna in territorio positivo (+1,9%) grazie agli incrementi raggiunti in Europa e America, che controbilanciano la crisi dell’Asia. Bene anche l'export di cicli e motocicli: un +6,9% ottenuto grazie al balzo delle vendite negli Usa e alla buona crescita nel mercato tedesco. Tornano a crescere, dopo oltre due anni, le calzature (+2,4%) grazie all'ottima performance nel mercato Usa.
Importazioni. La stazionarietà delle importazioni dirette a Pisa (+0,2%) è frutto di andamenti contrastanti dei dicersi comparti. Da un lato, infatti, calano in valore le vendite di prodotti per la concia (-3,7% cuoio greggio e -9,6% quello conciato) mentre aumentano gli acquisti oltreconfine di macchine di impiego generale, che raggiungono i 33 milioni di euro, e del comparto delle altre macchine per impieghi speciali indice, forse, di una ripresa degli investimenti.
Il punto. «I dati sull'export pisano, se messi a confronto con quelli regionali e nazionali, raccontano di un'economia ancora in grado di farsi valere sui mercati internazionali nonostante il rallentamento della domanda. Siamo consapevoli dei rischi che sono dietro l'angolo. Come Camera di Commercio di Pisa, stiamo lavorando senza sosta per portare all'estero un numero sempre maggiore di imprese operanti in settori diversi», è il commento del presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini.
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