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«Non ci siamo accorti del suo malessere»

«Non ci siamo accorti del suo malessere»

Il ricordo del primario Di Lonardo. Il professionista era in ferie e sarebbe rientrato al lavoro stamani

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PISA. Era l’ultimo giorno di ferie. Il medico lo ha scelto per togliersi la vita.

Sarebbe dovuto rientrare stamani al lavoro nell’unità operativa dell’ospedale di Cisanello dove prestava servizio, il chirurgo di origine meridionale che ha deciso di suicidarsi in un luogo affollato di bagnati. Un dramma interiore, con una causa ancora indecifrabile a fare da detonatore, esposto nei suoi effetti irreversibili di fronte a centinaia di persone.

«Sul posto di lavoro non ci eravamo accorti di alcun malessere» racconta il professor Antonio Di Lonardo, dirigente del centro grandi ustionati di Cisanello, che conosceva il chirurgo quarantottenne che si è tolto la vita.

«Sono arrivato nel 2008 – prosegue il prof. Di Lonardo – e lui c’era già da un paio d’anni».

Laureato alla metà degli anni ’90 e aveva conseguito la specializzazione nel 2000 prima di arrivare a Pisa, il medico suicida aveva lavorato in un ospedale del Nord Italia dove aveva fatto esperienza in tecniche chirurgiche d’avanguardia nel proprio campo.

Il primario non sa spiegarsi con una ragionevole certezza cosa avesse colpito il medico al punto da indurlo a un gesto come quello di ieri a Calignaia. «Non ha mai dato alcun problema sul lavoro e da due anni a questa parte era assolutamente tranquillo, nulla da eccepire», aggiunge il dirigente. «Sul posto di lavoro non aveva manifestato alcuna forma di disagio capace di far ipotizzare ciò che poi è successo».

Chi lo frequentava con maggiore assiduità aveva, però, colto un cambiamento nel medico. Più silenzioso, meno aperto. Niente che incidesse sulla qualità della sua professione nella quale era ritenuto affidabile e preparato. Ma qualcosa dentro di lui non girava più come prima.

Non era sposato e non aveva figli. Aveva una relazione con una compagna che negli ultimi tempi non andava al meglio. C'è chi dice che si possono descrivere gli stati d’animo di questa ultima fase della sua vita con il simbolo di una porta su cui è affisso un cartello con la scritta "Vietato entrare". Forse nessuno neanche ha bussato. E il risultato è stato quel corpo sotto il ponte di Calignaia.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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