Il presidio
Gelo e frecciatine, se l’università diserta la “bolgia”
PISA. Frecciatine, bisbigli, sguardi un po’ disorientati. E va bene, Vincenzo Barone, nuovo direttore della Normale, di piazza dei Cavalieri è il «primo inquilino», nessuno si aspettava desse buca....
PISA. Frecciatine, bisbigli, sguardi un po’ disorientati. E va bene, Vincenzo Barone, nuovo direttore della Normale, di piazza dei Cavalieri è il «primo inquilino», nessuno si aspettava desse buca. Le tre ore e mezzo di assemblea se le è fatte tutte. Ma alla fine anche il sindaco Marco Filippeschi alza un po’ il sopracciglio. «Non so, doveva venire la professoressa Maria Galanti, ma non s’è fatta viva, forse ha avuto un problema...». Prorettrice ai rapporti col territorio. Il rettore Massimo Augello aveva indicato lei, ma niente. L’ateneo mercoledì sera è stato il vero convitato di pietra. Un’assenza che ha pesato come un macigno. «Eppure in questa città, così popolata di studenti, ci si aspetterebbe il protagonismo dell’università», dice Simonetta Ghezzani, consigliera comunale di Sel. E sì perché non si è fatto che parlare di loro: gli studenti. Degrado, cattive abitudini, sballo, tutti i problemi della movida alla fine riconducono lì, sono gli universitari (in realtà non è proprio così, molti vichinghi del divertimento arrivano dalla provincia, dicono i dati) gli utilizzatori finali della notte. Il popolo delle piazze appartiene all’ateneo. «E anche l’ateneo dovrebbe occuparsene», dicono un po’ tutti, dal presidente dei comitato di Santa Maria Francesco Pozzi al prefetto Attilio Visconti ai consiglieri di opposizione. Perfino gli studenti vogliono che Palazzo alla Giornata batta un colpo. «Decongestionare le piazza per attutire gli accessi della movida? Beh- dicono Andrea Cioni dei Giovani Democratici e Jacopo Acquistapace di Sinistra per - Da quattro anni il regolamento spazi, quello per consentire alle associazioni studentesche di organizzare attività culturali e di svago, non c’è». Ci tiene parecchio anche il sindaco, tanto da averlo messo in uno dei cinque obiettivi della strategia da attuare contro la mala-movida. «Va rinnovata la Cut, la conferenza università e territorio, dove il regolamento si discute e, insomma, se ci fossero stati...». Durante la serata, l’ateneo esce di scena dalla discussione solo per un confronto a distanza fra Claudio Meoli, segretario provinciale del sindacato di polizia Silp-Cgil, e il questore Alberto Francini. Il primo chiede di rivedere i turni e gli organici dei poliziotti, perché stanno il 95% sta negli uffici e dalle 8 alle 20, meglio farli lavorare di notte». «A parte alcuni annunci demagogici - risponde Francini - guardiamo ai numeri. So che quello che conta è la percezione di sicurezza, ma in sei mesi abbiamo sequestrato quintali di droga, sequestrato centinaia di borsoni di birre, multato 46 ragazzi pescati a orinare... La movida è uno dei fronti su cui tutte le forze dell’ordine, carabinieri, polizia, esercito, finanza, vigili mettono il massimo». Ecco, il main strem. Maleducazione, sporcizia, anche l’università dovrebbe dare una mano nella lotta. Maurizio Nerini, Riccardo Buscemi e Raffaele Latrofa vorrebbero addirittura che contribuisse a pagare i servizi di pulizia, visto che ad usare le piazze come latrine sono «anche gli studenti». Ma niente, se ne parlerà forse nelle «sedi istituzionali». Certo, l’ateneo ha perso una grande occasione di confronto, anche con i cittadini, dicono tutti a fine serata. L’impressione è che proprio i cittadini, una sala calda di protesta e richieste, si siano voluti evitare, per non venir risucchiati nella bolgia.
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