Il Tirreno

Pisa

L’Ateneo assicura 7mila posti di lavoro

di Francesco Loi

Una ricerca dell’Irpet analizza l’impatto economico sulla città

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PISA. Una “ricchezza” creata per oltre 650 milioni di euro e circa 7.300 unità di lavoro tra città e provincia di Pisa, che crescono a 810 milioni di euro e 8.400 unità di lavoro in ambito regionale ed a 1.400 milioni di euro e 13mila unità di lavoro a livello nazionale. Sono questi i dati principali contenuto nel Rapporto di Sostenibilità dell’Ateneo pisano, per la parte che riguarda l’analisi dell’impatto economico sui vari ambiti territoriali garantito ogni anno dalla presenza dell’Università.

La ricerca è stata presentata nell’ambito del seminario su “Università e territorio”. All’incontro, che si è tenuto al Polo Fibonacci, hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Marco Filippeschi; la vicepresidente della Regione, Monica Barni; il presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Gaetano Manfredi; il rettore Giacomo Pignataro dell’Università di Catania, membro della giunta della stessa Crui; il direttore generale della Direzione Università del Miur, Daniele Livon; e il direttore dell’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (Irpet), Stefano Casini.

Il rapporto sull’impatto economico, curato dalla professoressa Ada Carlesi con la collaborazione dell’Irpet, è frutto di una ricerca che ha potuto contare sull’utilizzo di metodologie e tecniche particolari. I risultati finali, che riguardano l’annualità 2014, descrivono gli effetti (diretti ed indiretti) che la presenza dell’Ateneo ha sull’economia dei contesti territoriali considerati, testimoniando nello stesso tempo i riflessi delle politiche espansive messe in atto dall’Università nell’ultimo periodo.

Anche la “ricchezza creata” in termini di Prodotto Interno Lordo (Pil) e di unità di lavoro attivate esprime valori significativi. Per quanto riguarda il Pil, ammonta a più di 425 milioni di euro a Pisa, arrivando a quasi il doppio quando si esamina il dato a livello nazionale. Ciò corrisponde anche al fatto che per ogni euro di spesa dell’Ateneo si attiva una produzione di 1,71 euro nella provincia di Pisa e di 2,13 euro in Toscana, fino ad arrivare a 3,74 euro a livello nazionale.

Anche i moltiplicatori individuati per il Pil e le unità di lavoro attivate esprimono andamenti altrettanto lusinghieri: ogni euro di spesa dell’Università, ad esempio, crea ricchezza sulla provincia di Pisa (in termini di Pil) pari a 1,12 euro e ogni milione di spesa attiva, sempre sulla provincia, quasi 20 unità di lavoro, che divengono 34 circa a livello Paese.

«Questi dati - ha detto il rettore Augello - hanno un significato preciso: l’Ateneo, con la sua presenza, produce su Pisa in particolare, ma anche in ambiti territoriali più vasti, una forte spinta alla crescita dell’economia e ha svolto questo ruolo di motore anche in un anno, come il 2014, in cui la crisi, sia a livello economico generale, sia di finanziamenti pubblici del sistema universitario, è stata decisamente pesante». Augello ha dedicato l’ultima parte del suo intervento ad una riflessione di carattere nazionale, sostenendo l’idea di promuovere studi sul modello del rapporto pisano anche a livello di altri atenei e di complessivo sistema universitario. «Da questo punto di vista - ha concluso il rettore - sarebbe utile confrontare i livelli di produttività dell’investimento che si registrano nel settore universitario con quelli di altri settori che beneficiano di ingenti fondi pubblici. Si scoprirebbe, allora, che investire nell’alta formazione e nella ricerca vuol dire sì puntare sul futuro, della società e dei nostri giovani, ma anche dare un impulso forte e dai ritorni immediati alle economie locali e del Paese in generale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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