Quasi un milione e 800mila turisti in città
I dati della Regione relativi all’anno scorso: Pisa pressoché stabile (-0,2%) rispetto al 2014 dei record
PISA. Sono stati presentati a Firenze dalla Regione i dati del turismo toscano 2015 elaborati da Irpet. Ecco com’è andata nel comune di Pisa: 1.756.928 presenze turistiche (che corrispondono ai pernottamenti) nell’arco del 2015.
Questo significa che è sostanzialmente confermato il dato del 2014 (1.761.305 presenze), «con solo una lieve flessione dello 0,2% (4.000 unità) rispetto a quello che è stato un anno record con +8% presenze», scrive in una nota l’amministrazione comunale.
Ancora in crescita gli stranieri (+1,9% pari a 34mila turisti in più), in calo gli italiani che ancora risentono della crisi (-2,1%). Numeri in controtendenza rispetto al resto della provincia che ha fatto segnare un -5,1% di presenze (-10% gli italiani) con un totale di 3 milioni e 100mila visitatori.
Valutando il dato turistico nel lungo periodo emerge la crescita di Pisa come città turistica: +30% dal 2000 ad oggi (dati Irpet), +49% negli ultimi 20 anni (dati elaborati dal Centro Studi Turistici di Firenze).
«I dati delle presenze 2015 presso le strutture ricettive del Comune di Pisa confermano il risultato importante già ottenuto lo scorso anno. Non era infatti assolutamente scontato confermare il trend del 2014, dopo l’incremento di oltre 8 punti percentuali per presenze e del 5% per arrivi rispetto il 2013 - spiega il vicesindaco Paolo Ghezzi, che ha la delega al turismo, analizzando i dati diffusi dalla Regione Toscana -. Solo 2 anni fa le presenze totali superavano di poco 1.600.000 unità, mentre sia per il 2014 che per il 2015 si sono attestate oltre 1.750.000 unità».
«E’ in quest’ottica positiva - prosegue il vicesindaco - che dobbiamo leggere il leggerissimo calo dello 0,2% che conferma un risultato di tutto rilievo per la nostra città. Nei prossimi giorni avremo modo di analizzare al meglio i dati disaggregati con occhio particolare alle performance delle strutture alberghiere e quelle non convenzionali, oltre ad aprire un attento ragionamento sul calo segnalato nella provincia di Pisa a partire dall’attendibilità dei dati statistici».
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