Un patto Comune-Università «Idee proiettate nel futuro»
PISA. «L’Università ha dato piena disponibilità. Sarebbe bello riuscire a trovare un accordo in tempi brevi per quel patrimonio rappresentato dalla biblioteca provinciale», dice il rettore Massimo...
PISA. «L’Università ha dato piena disponibilità. Sarebbe bello riuscire a trovare un accordo in tempi brevi per quel patrimonio rappresentato dalla biblioteca provinciale», dice il rettore Massimo Augello. «Stiamo facendo tutte le verifiche sulla legittimità degli atti che andremo a formalizzare, l’obiettivo è fare delle Officine Porta Garibaldi un punto di riferimento per studenti medi ed universitari», aggiunge il sindaco Marco Filippeschi, che è anche presidente della Provincia.
Quello dell’ex Einaudi di via Gioberti, edificio al centro di un difficile tentativo di trasferimento di gestione (dopo che l’ente proprietario, la Provincia, ha perso le funzioni per cui lo stabile era stato ricostruito), è uno dei 64 progetti condivisi tra Comune e Università, che ieri a Palazzo Gambacorti hanno firmato un “Patto attuativo” sul modello adottato dall’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia (Anci) e dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui). Il documento è stato sottoscritto da sindaco e rettore alla presenza di una rappresentanza delle rispettive squadre di governo.
Il protocollo Anci-Crui si fonda sul riconoscimento del ruolo centrale che le università rivestono nello sviluppo delle città le quali, dal canto loro, rappresentano un quadro e una risorsa fondamentale per lo sviluppo degli atenei. Gli obiettivi complessivi indicati dal Patto sono dieci: sia va dalle politiche di accoglienza degli studenti all’inserimento lavorativo dei laureati, dal sostegno all’imprenditoria giovanile alla mobilità cittadina. «Lasciamo un patrimonio progettuale e di impostazione strategica imponente a chi arriverà dopo di noi», dicono sindaco e rettore.
«Con questo Patto - riprende Augello - Comune ed Università intendono consolidare la loro centralità nel sistema locale di governance, ma tutti gli altri soggetti istituzionali presenti sul territorio potranno condividere e aderire». Filippeschi sottolinea: «Siamo i primi in Italia a tradurre il protocollo nazionale, questo patto rafforza la nostra collaborazione».
Tra i progetti, anche una “carta per la convivenza” come risposta alla mala-movida coinvolgendo studenti, Conferenza Università Territorio, categorie economiche e cittadini. In evidenza anche l’attuazione della Cittadella Galileiana come luogo che dovrà unire divulgazione scientifica, impresa e svago, oltre allo sviluppo della campagna di marketing “Why invest in Pisa” per attrarre investimenti di aziende sfruttando il sapere “costruito” in città. (f.l.)
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