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Di Maio attacca Ceccardi «Cascexit? Autolesionista»
Il sindaco: dall’urbanistica al sociale, se Susanna fa uscire Cascina dalle politiche integrate poi dovrà spiegare ai concittadini perché fa mancare loro i servizi. Noi andremo da soli
SAN GIULIANO TERME. «Se la sindaca di Cascina è convinta di fare tutto da sola credo che faccia solo un dispetto ai suoi concittadini. In un’ottica di condivisione dei servizi e di strategie sull’area pisana possiiamo avere delle opinioni diverse ma stando in un percorso comune. Se invece lei deciderà di rompere, si assumerà le proprie responsabilità, anche nei confronti di quei cittadini che hanno necessità di servizi e che si ritroveranno senza». Sergio Di Maio va all’attacco di Susanna Ceccardi. Il giorno dopo il no della sindaca leghsta all’accoglienza di nuovi profughi, il primo cittadino di San Giuliano lancia un suo avvertimento. Se l’obiettivo di Ceccardi è arrivare a una “Cascexit”, e cioè ad una uscita di Cascina dal patto che su molti fronti unisce i Comuni del’area pisana nella condivisione di politiche integrate, solo per “sabotare” le amministrazioni targate Pd, «faccia pure», dice Di Maio, «noi faremo senza di lei». Non è infatti solo sui migranti che i Comuni del territorio da tempo collaborano in una strategia condivisa. Uno dei nodi di condivisione più importanti da anni è quello che riguarda l’urbanistica e la elaborazione di un piano strutturale unico. «Sul piano strutturale siamo avanti, siamo pronti al confronto all’interno dei consigli comunali. Anche in quella circostanza Ceccardi dovrà decidere cosa fare. Se continua a stare nel percorso bene, altrimenti faremo senza di lei e invece di una città metropolitana con 200mila abitanti ne progetteremo una con 150mila. Non saremo né i primi né gli ultimi». Ma alla sindaca in verde potrebbe venir voglia di tirare una spallata anche alla Società della Salute, dove Cascina pesa per il 14% del bilancio, dunque una fetta importante dei 20 milioni circa con cui ogni anno l’organismo organizza il welfare sul territorio. «Non vedo problemi - risponde anche in questo caso Di Maio -. Nella Sds vedo solo un’opportunità nella gestione unitaria dei servizi. Anche lì, se decide di uscire dovrà giustificarsi con i propri cittadini a cui mancheranno i servizi sociali». Poi una stilettata sul vertice in prefettura: «Capisco che siamo nell’era 2.0, ma postare su Facebook il proprio no all’accoglienza da una sala in cui si dovrebbero trovare soluzioni istituzionali, peraltro nelle stesse ore in cui dieci donne hanno trovato la morte nel Canale di Sicilia, mi sembra davvero troppo, una scorrettezza davvero spiacevole. Stiamo cercando di dare rifugio a persone disperate, non siamo bambini che si divertono con i social».
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