Il Tirreno

Pisa

La Carlo Colombo volta le spalle a tutti

di Danilo Renzullo
La Carlo Colombo volta le spalle a tutti

L’azienda non va all’incontro romano coi sindacati: «È superfluo e ininfluente». 68 dipendenti in mobilità entro il 17 luglio

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PISA. Nessun passo indietro. La Carlo Colombo spa respinge ogni proposta alternativa al piano di smantellamento del sito industriale di Ospedaletto e diserta i tavoli istituzionali. Con una comunicazione inviata lo scorso 21 giugno al ministero dello Sviluppo Economico, dove era attivo un tavolo tra istituzioni, azienda e sindacati per cercare uno sbocco positivo alla vertenza iniziata a fine aprile, la società leader nel mercato nazionale ed internazionale dei semilavorati in rame ha rifiutato di partecipare all'incontro previsto per ieri a Roma, dove era chiamata a dare una risposta alle proposte avanzate da Regione Toscana, Comune e organizzazioni sindacali sulla possibilità di favorire un eventuale percorso di reindustrializzazione e cercare di rendere il meno traumatica possibile la procedura di mobilità che prevede il licenziamento, entro il 17 luglio, dei 68 operai impiegati nello stabilimento di via Bellatalla. «L'azienda ritiene ininfluente e superfluo l'incontro programmato», sottolinea la società controllata dalla Jv Copper spa - una joint venture paritetica tra Glencore Internation, multinazionale anglo-svizzera dell'industria estrattiva, e un pool di 21 banche, entrati nella società nel 2008 dopo aver partecipato ad un precedente percorso di crisi - nella comunicazione inviata al ministero. «Il Mise e le istituzioni coinvolte prendono negativamente atto di quanto deciso e ribadito dall'azienda - specifica il ministero dello Sviluppo Economico -. La stessa non ha voluto prendere in considerazione nessuna delle proposte pervenute al tavolo, tese non a chiedere che la Colombo rimanga nel sito pisano, ma che consideri l'avvio di un percorso tenendo conto anche delle opportunità emerse al tavolo e messe in campo dalla Regione Toscana, finalizzato a verificare il possibile mantenimento nel sito di Pisa di un'attività industriale con un altro imprenditore». La proposta avanzata dai rappresentanti dei lavoratori (Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Failms-Cisal), dalla Rsu della fabbrica di Ospedaletto, dai rappresentanti della Regione, del ministero e dall'assessore comunale al lavoro Giuseppe Forte durante il tavolo dello scorso 8 giugno (il secondo, in sede ministeriale, dall'inizio della vertenza), prevedeva di trasformare la procedura di mobilità in un accordo per la concessione temporanea della cassa integrazione per un periodo massimo di dodici mesi. Una manovra per prendere tempo, con l'obiettivo di cercare una soluzione alternativa alla chiusura del sito e al licenziamento di tutta la forza lavoro attraverso la vendita o la trasformazione dello stabilimento. Proposta rigettata dalla società che, imperterrita, procede verso il licenziamento collettivo. L'attenzione dei sindacati si concentra adesso sulla procedura di mobilità. Il prossimo 8 luglio è previsto un incontro tra le parti, durante il quale, spiega Raimondo Feliciano della Fiom-Cgil, «cercheremo di ottenere il massimo degli incentivi per i lavoratori». Solidarietà ai dipendenti pisani della Carlo Colombo è espressa dalla Rsu del Comune di Pisa: «Siamo dalla loro parte - sottolinea la rappresentanza sindacale di Palazzo Gambacorti - e invitiamo le Rsu di Pisa e provincia a schierarsi al loro fianco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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