Il presidio
Il duo Falugi-Scarpellini trascinatore della Parte
PISA. Per affermare che la vittoria di Mezzogiorno nell’edizione di sabato del Gioco del Ponte sia per certi versi storica, basta affidarsi alle statistiche. Anzitutto era dal 1996 che la nazionale...
PISA. Per affermare che la vittoria di Mezzogiorno nell’edizione di sabato del Gioco del Ponte sia per certi versi storica, basta affidarsi alle statistiche. Anzitutto era dal 1996 che la nazionale australe non vinceva uno spareggio dopo averne persi ben sei consecutivamente. Nel nuovo millennio su quattordici edizioni disputate (ricordiamo che nel 2005 il Gioco fu sospeso), Mezzogiorno aveva vinto solo nel 2011.
Ecco che quella di sabato sera è stata senza dubbio un’impresa, alla quale possiamo anche dare una paternità, anzi due: Marco Falugi e Cristiano Scarpellini. Capitani rispettivamente di Delfini e San Marco, si sono presi sulle spalle la Parte gestendo la strategia militare. Scarpellini addirittura in veste ufficiale ricoprendo il ruolo di consigliere militare. Un doppio incarico che hanno svolto mettendo avanti l’interesse di Mezzogiorno rispetto a quello delle proprie squadre. Falugi affrontando con i suoi Delfini un combattimento alla pari e quindi a rischio: combattimento lottato fino alla fine, ma poi perduto. Cristiano Scarpellini andando per il terzo anno consecutivo contro il San Michele, squadra più forte del Gioco, e perdendo ancora una volta. Ma, forse, la sconfitta di sabato sera è stata quella meno amara. Proprio il sacrificio degli uomini di Scarpellini ha messo su un piatto d’argento la vittoria per Mezzogiorno. Mezzogiorno che disponeva di una nazionale sicuramente più forte degli anni passati, ma anche molto più fresca soprattutto con gli uomini del San Martino che praticamente non avevano fatto sforzi contro i Satiri.
Discorso diverso per Tramontana, la cui nazionale era il blocco delle aquile giallonere uscite davvero molto provate dalla sfida con il San Marco. Era quindi giusto che la “bella” fosse guidata proprio da uno di questi due uomini, ed infatti sul carrello è salito Falugi, con Scarpellini al suo fianco sotto la pedana. E Tramontana come esce da questa sconfitta? Di sicuro non è stata travolta come qualcuno alla vigilia ipotizzava. Resta tantissima amarezza visto che, nonostante disponesse forse di minor forza rispetto a Mezzogiorno, era riuscita nel suo obiettivo, e cioè portare alla “bella” gli avversari.
Forse, con il senno di poi, poteva tutelare maggiormente il San Michele mandandolo magari al terzo combattimento contro il Sant’Antonio. Sarebbe stato comunque un combattimento durissimo, probabilmente con la stessa durata di quello con il San Marco, ma poi la squadra avrebbe avuto come minimo un’ora per ricaricare le pile. Comunque l’edizione 2016 del Gioco va in archivio con un grande successo di pubblico sui lungarni, che di sicuro ha avuto modo di divertirsi con combattimenti equilibrati ed incerti fino alla fine.
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