Sui lungarni sfila la gloriosa storia pisana
Un corteo composto da oltre 700 figuranti Le tifoserie si scambiano sfottò e provocazioni
PISA. Non si sono lasciati scoraggiare dal caldo torrido gli oltre 700 figuranti che hanno sfilato in apertura del Gioco del Ponte 2016, né, tantomeno, i sostenitori dei combattenti della storica battaglia pisana, alcuni dei quali appostati sulle tribune già dalle prime ore del pomeriggio. «Siamo al limite della capienza dei lungarni, ma vedo pieni anche balconi e finestre», ha commentato il sindaco Marco Filippeschi. Molti, poi, anche i curiosi accalcatisi dietro alle barriere che hanno recintato i lungarni.
Qualche minuto di attesa oltre programma, dovuto all’arrivo in ritardo dei cavalli. Alle 19,20 finalmente il colpo di cannone che annuncia l’inizio dei cortei di Tramontana e Mezzogiorno, le due Parti che da secoli si sfidano. La sfilata è stata anticipata da quella dei bambini della Scuola delle manifestazioni storiche e dal Corteo dei giudici, che ha visto la partecipazione di 77 figuranti e 7 cavalli. Nel complesso sono stati 723 i figuranti, di cui 18 di picchetto di Piazza, accompagnati da 41 cavalli. «Un corteo imponente - fa notare l’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi - e non credo vi siano eguali, oltre ad una cornice di pubblico importante. Non era così fino a qualche anno fa, siamo contenti che lavoro ed investimenti abbiano prodotto risultati».
Dopo la vestizione (alle scuole Zerboglio di via Gori per le Magistrature di Mezzogiorno e alle scuole Damiano Chiesa di via San Francesco per quelle di Tramontana), i componenti delle due Parti si sono affacciati sulle piazze di fronte a Ponte di Mezzo e hanno iniziato da lì la propria sfilata sui lungarni, in senso antiorario, passando prima davanti alle tribune dei propri sostenitori e dopo di fronte agli avversari. Uguali gli schieramenti: in testa al corteo i trombettieri, seguiti dal maggiore sergente, da sei paggi porta fiamma e dai tamburini. Un comandante e un caposchiera hanno introdotto poi il corpo dei celatini, coloro che in tempi antichi dovevano rubare il targone ai rivali e gettarlo in Arno. Al seguito il cavaliere alfiere, i paggi del generale e il generale stesso, i nobili e l’ambasciatore, le guardie al campo senza corazza, consiglieri e alfieri sbandieratori. E poi, ovviamente, le 12 squadre, sei per parte, composte da 20 combattenti e introdotte da magistrato, capitano e capo schiera.
Nessun intoppo quest’anno, solo qualche rallentamento. A Tramontana, ad esempio, la sfilata si è fermata per qualche minuto per controllare, attraverso i braccialetti dei combattenti, che il loro numero fosse corretto. Di fatto, alla Magistratura di San Francesco mancavano due uomini, “prestati” dalle aquile di San Michele, i cui combattenti hanno però voluto sfilare, nel corteo, con la propria squadra. Per il resto tutto secondo consuetudine, con le provocazioni e lo spirito tipici della manifestazione. Il corteo si è chiuso intorno alle 21, lasciando spazio alla sfida sul Ponte di Mezzo, «una battaglia vera - come la definisce Filippeschi - in cui si scontrano grandi atleti che si allenano tutto l’anno per la gloria del proprio quartiere».
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