Il Tirreno

Pisa

Caos Pisa, Gattuso unisce i contendenti: dialogo riaperto

di Francesco Loi
Il tavolo in Comune con Petroni, Sanzo, Filippeschi e Lucchesi (foto Muzzi)
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Il tavolo in Comune con Petroni, Sanzo, Filippeschi e Lucchesi (foto Muzzi)

Ringhio in contatto costante dalla Spagna. Il tentativo: ognuno resta nel proprio ruolo

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PISA. Gattuso naviga nei mari spagnoli. Lo descrivono però più incollato al telefono che al timone della sua barca. Lucchesi conferma: «E’ ansioso di sapere gli sviluppi di questa vicenda». Chi conosce bene l’allenatore calabrese non ha dubbi: «Il punto è che si è innamorato di Pisa, la sua famiglia si trova bene in città e spinge per rimanere». E per essere ancora più convincente, aggiunge: «Ha detto no alla nazionale del Kazakistan rinunciando a tanti soldi. Ha rifiutato cinque proposte dalla B e all’offerta di una neopromossa in A. Un’altra società di serie B ha chiamato questo giovedì e la risposta è stata la stessa: no, grazie».

Ma a chi telefona Gennaro Gattuso? Difficile immaginare che dall’altro capo del filo ci sia Petroni. Forse il disgelo vero ci sarà più avanti, intanto magari Ringhio ha apprezzato la retromarcia, a furor di popolo, che il patron di Terravision ha fatto sul suo conto dopo averlo licenziato “a caldo” nel post-Foggia. Più automatico pensare che le chiamate abbiano come destinatario Lucchesi, che ci avrà messo del suo a complicare questa storia, ma che resta indiscutibilmente uno degli artefici principali della promozione in B, dopo aver costruito una squadra vincente pressoché dal niente. Gattuso ha la forza per convincere Lucchesi almeno a provare a dialogare con Petroni e la stretta di mano di ieri tra i soci-nemici, pur resa più semplice dal contesto istituzionale di Palazzo Gambacorti, può essere letta come effetto di una telefonata che allunga le possibilità di una triplice intesa.

La sensazione crescente infatti è che il ruolo di ambasciatore sia ben ritagliato, nella circostanza, per Gattuso. D’altronde, se c’è una cosa che unisce Petroni e Lucchesi (e tutta la piazza) è che è impossibile ora immaginare un Pisa in serie B senza Ringhio. Ricapitolando: Fabio Petroni, che sta dimostrando alla città di essere il reale socio finanziatore dell’Ac Pisa, resta presidente con le quote in mano; Fabrizio Lucchesi direttore sportivo (e non più socio); Gennaro Gattuso allenatore.

Lo scenario possibile è questo. Ma ora deve essere concretizzato. L’incontro di ieri voluto dal sindaco Filippeschi e dall’assessore Sanzo è servito a riaprire un dialogo diretto tra le parti, che ormai parlavano solo attraverso i rispettivi legali e per comunicati. Su una cosa Petroni e Lucchesi concordano: «I ruoli devono essere ben definiti: presidente, direttore, allenatore». Le invasioni di campo, senza distinzioni, sono state alle base delle maggiori incomprensioni di queste settimane. Il tutto, e non è certo un dettaglio, deve ora essere calato nei numeri di una trattativa che lunedì prossimo dovrà tagliare la testa al toro: l’Ac Pisa resterà nelle mani di uno solo. Lucchesi è disponibile a fare il passo indietro e lo ha detto: «Ho fatto troppo a lungo un mestiere diverso dal mio, non voglio continuare a fare l’imprenditore». Le paure della città possono svanire, una strada è tracciata. Ora le reciproche volontà (ed i soldi, ma senza pretese fuori misura) faranno la differenza L’ambasciatore Gattuso attende.

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