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Pisa

«La Regione finanzia Ericsson ora aiuti i lavoratori a rischio»

«La Regione finanzia Ericsson ora aiuti i lavoratori a rischio»

L’appello di Forte in consiglio. Ieri presidio dei dipendenti sotto il Comune L’azienda ha annunciato il licenziamento di 9 dei 53 ricercatori di San Cataldo

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PISA. Dai laboratori alla piazza. I dipendenti della Ericsson di Pisa si sono riuniti ieri in presidio in piazza XX Settembre in concomitanza con lo svolgimento del consiglio comunale per far sentire anche all'assemblea cittadina la rabbia e la preoccupazione delle decine di lavoratori a rischio licenziamento o trasferimento.

La multinazionale svedese della telefonia e delle tecnologie della comunicazione, la scorsa settimana, ha aperto una procedura di mobilità per 9 dei 53 lavoratori impiegati nell'area della ricerca di San Cataldo (dove l'azienda è attiva da circa quindici anni), prevedendo il trasferimento di altri 30 a Genova, dove, allo stesso tempo, la società ha annunciato decine di licenziamenti nell'ambito di un processo di ristrutturazione nazionale che coinvolge oltre 300 lavoratori.

A Pisa, la multinazionale prevede il mantenimento di un gruppo di 14 lavoratori, soprattutto «per - accusano i dipendenti - cercare di continuare ad accaparrarsi i finanziamenti pubblici ed in particolare quelli della Regione Toscana». Una manovra lacrime e sangue contro la quale i dipendenti e i sindacati ieri hanno proclamato una seconda giornata di sciopero, anche per contestare il rifiuto della multinazionale a partecipare all'incontro al ministero dello Sviluppo Economico convocato per mercoledì scorso.

«Un atteggiamento arrogante», accusano i dipendenti pisani riuniti con striscioni e bandiere sotto Palazzo Gambacorti, dove la vertenza è arrivata con una mozione di solidarietà presentata dal gruppo consiliare “Una città in comune-Prc” (approvata all’unanimità) e una comunicazione in apertura del consiglio di Giuseppe Forte. L'assessore al lavoro ieri mattina ha incontrato i rappresentanti della Cgil e le Rsu dello stabilimento pisano della multinazionale, dando piena disponibilità a «monitorare lo stato della vertenza e di farsi parte attiva verso l'azienda e gli altri interlocutori istituzionali». «Se da un lato siamo molto soddisfatti dei progetti che vedranno coinvolta Pisa sullo sviluppo del 5G (la rete di trasferimenti dati ultraveloce, ndr) riteniamo necessario un chiarimento in merito alla messa in mobilità dei nove lavoratori e al trasferimento a Genova di decine di altre unità - commenta Forte - Ericsson collabora sul territorio con Sant’Anna e Cnit. Proprio in virtù di questa sinergia e gli importanti investimenti della Regione negli ultimi anni, è necessario avere un chiarimento con l'azienda anche tramite il supporto della Regione stessa». Lo stesso rivendicano i lavoratori: chiedono la convocazione di un tavolo in Regione e l'intervento di tutte le istituzioni locali per «salvaguardare una realtà attiva dal punto di vista industriale e della ricerca, dal 2010 finanziata con circa 12 milioni di euro di risorse pubbliche, e per comprendere il piano industriale di una multinazionale che al momento non prevede alcuna prospettiva futura per i propri lavoratori».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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