Morto sul colpo finanziere in moto contro guard-rail
Finito fuori strada alle Tre Buche sul viale D’Annunzio Su una curva ha perso il controllo della sua Hornet
MARINA DI PISA. Al lavoro la mattina come elicotterista, specializzato nell’antincendio. Al mare di pomeriggio per rilassarsi nel giorno che segna l’inizio dell’estate.
Un giorno che per Giuseppe Lanotte, 30 anni, nato a Terlizzi (Bari), è iniziato con la divisa da finanziere e si è concluso per sempre intorno alle 17,30. Sul viale D’Annunzio, all’altezza della località “Tre Buche”, la Hornet dell’appuntato in servizio all’aeroporto Galilei, è finita contro il guard-rail che delimita la carreggiata da uno strapiombo con una vegetazione fitta.
Pomeriggio al mare. Stava rientrando dal mare l’appuntato quando ha perso il controllo della moto da strada e nell’imboccare la curva in direzione di Pisa si è schiantato sulla barriera. Un urto violento e dall’esito fatale. Il centauro è morto sul colpo. Una probabile frattura all’altezza della cervicale non gli ha lasciato scampo. Nell’impatto una ferita è stata provocata anche sul lato destro dell’addome.
I soccorsi. I primi soccorritori sono stati gli automobilisti che erano dietro al motociclista. Tra questi anche una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile. I militari sono scesi dall’auto per andare a sincerarsi delle condizioni di quella persona con il casco ancora in testa, immobile sull’asfalto a bordo strada con la moto a pochi metri. Giuseppe Lanotte era già morto nonostante una rianimazione immediata. In pochi minuti si è formata una lunga fila di auto verso Pisa e, quando la polizia municipale del Litorale ha bloccato gli accessi anche verso la costa, bus e auto sono stati fermati anche nella direzione opposta.
Il testimone. «Ha fatto tutto da solo» racconta uno degli automobilisti che è rimasto in coda dopo l’incidente a una cinquantina di metri di distanza dal punto d’impatto della moto contro il guard-rail. «Lo hanno rianimato subito, ma non c’è stato niente da fare» aggiunge.
I rilievi sono stati svolti dai carabinieri che hanno ricostruito la dinamica anche raccogliendo le testimonianze di chi ha assistito allo schianto. Non ci sono cause esterne che possono aver ostacolato la guida dell’appuntato. Né un’auto, una moto o un animale che all’improvviso hanno disturbato il motociclista che, nella sua andatura, è andato lungo sulla curva alle “Tre Buche” in una carambola che lo ha portato con il corpo, e soprattutto la testa, a sbattere contro le lamiere protettive.
Medicina legale. La salma, dopo il nulla osta del sostituto procuratore di turno, Lydia Pagnini, è stata rimossa dalla Pubblica Assistenza che ha trasferito il cadavere all’istituto di medicina legale in attesa delle disposizioni della magistratura. Oggi sarà decisa l’autopsia o un esame esterno. Non ci sono misteri da chiarire.
Intorno alle 19,30 la viabilità sul viale D’Annunzio è tornata regolare dopo uno stop necessario per acquisire le informazioni sull’incidente tra misurazioni e dinamiche.
Il dolore dei colleghi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e poco dopo l’incidente anche i colleghi della vittima. Un pellegrinaggio dolente intorno al punto in cui Lanotte ha perso la vita. Un dolore composto con il pensiero all’amico e collega scomparso, non sposato, senza figli, da circa cinque anni nella Guardia di finanza. La famiglia, in provincia di Bari, è stata avvertita quando è stata confermata l’identità della vittima.
I precedenti. L’ennesimo lutto inaugura l’estate sul viale D’Annunzio.
L’ultimo incidente mortale risale al maggio 2015. A morire fu un 25enne, Azzedine Boulgarne, 25 anni, marocchino, che perse il controllo della vecchia Mercedes di sua madre finendo contro un albero. Nel gennaio dello stesso anno Alessandro Solimine, 38 anni, parà del Col Moschin, fu centrato sulla sua Panda all’altezza della foce dell’Arno a Marina da una Megane. Due, invece, i lutti segnati nel corso del 2014. Il 19 aprile, al pronto soccorso dell'ospedale di Cisanello, Alessandra Palla morì all'età di 22 anni. La giovane era rimasta ferita in modo gravissimo nell'incidente avvenuto alle 6,45 del mattino. L'altro incidente mortale era accaduto nella notte fra mercoledì 26 e giovedì 27 novembre. Aveva perso la vita Carlo Alberto Brustia, 24 anni, nipote del noto commerciante Longiave: uno schianto in auto contro un platano. Una fila di croci immaginarie scandiscono un percorso di lutti.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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