Italia
Nuovo Palacongressi ora si può costruire
Approvata la variante urbanistica. Inizia la caccia ai finanziamenti
PISA. C’è un obiettivo evidente. Ovvero dotare la città di un nuovo palazzo dei congressi, più grande dell’attuale, più facile da raggiungere e per questo vicino a tutte le principali infrastrutture. Ma c’è anche un obiettivo dietro le quinte, non meno significativo: potenziare il ruolo dell’aeroporto Galilei con un ulteriore servizio attrattivo. La variante urbanistica relativa alla cittadella aeroportuale, “contenitore” (anche) del nuovo palacongressi, è stata approvata in modo definitivo dal consiglio comunale.
La trasformazione. La variante consiste in pratica nel via libera alla trasformazione di una zona di 13 ettari (in zona aeroporto, di proprietà di Toscana Aeroporti) in una città-giardino con spazi verde su 9/10 dell’area, ovvero un parco urbano di 10 ettari. Per il resto, soprattutto, spazi espositivi, due hotel, centro servizi e commerciale, parcheggi e nuovo Palacongressi. «In un’area facilmente accessibile da aeroporto, superstrada, autostrada e stazione ferroviaria con il Pisa Mover l’intenzione è quella di sfruttare le grandi potenzialità nel settore del turismo congressuale, che può portare importanti risorse a sostegno delle attività commerciali e ricettive creando nuovi posti di lavoro», spiega il sindaco Marco Filippeschi riassumendo il lavoro del settore urbanistica di Palazzo Gambacorti.
Palacongressi. Ma perché un nuovo palazzo dei congressi? «L’attuale struttura di via Matteotti, dotata di un parcheggio sottodimensionato, non risponderà nel prossimo futuro alle aspettative degli organizzatori internazionali», si legge nelle relazioni del Comune. Mentre il progetto della cittadella aeroportuale, «accolto con grande interesse dagli operatori, sfrutterebbe l’attrattività dell’Italia in termini di grandi meeting associativi». Serve in pratica una struttura più grande e più facilmente accessibile.
Non solo congressi. Con la variante sarà possibile creare fino ad un massimo di 4.000 posti congressi. Dipenderà poi dal progetto che dovrà essere presentato entrare nello specifico. Tra le ipotesi, una sala da 2.000 posti, come la media dei grandi centri europei, a cui aggiungere sale più piccole con capienze comprese tra 50 e 350 posti. Dal punto di vista della sostenibilità economica «è importante il fatto - si legge ancora negli atti - che il contenitore sia polifunzionale: non solo congressi, ma anche manifestazioni teatrali e musicali, fiere, eventi culturali».
La clausola. Nella variante approvata è presente una clausola: prima devono essere realizzati il palazzo dei congressi e la parte a verde, ad interesse pubblico, e successivamente il centro servizi e commerciale, ed i due hotel. Un po’ com’è successo per il porto di Boccadarno: prima la vasca, poi le case. Con l’approvazione della variante, ora possono essere valutati eventuali progetti architettonici e può iniziare la ricerca dei finanziamenti. «L’idea - spiega il sindaco - è cercare finanziamenti pubblici a cui si possono aggiungere finanziamenti privati». La Regione si è resa disponibile a concorrere al finanziamento della parte pubblica dell’operazione, così come la Camera di Commercio.
Pro-aeroporto. «La vicinanza con il Galilei inoltre - dice il sindaco - darebbe un’ulteriore spinta alla crescita in termini di passeggeri dell’aeroporto. Pisa vuole il suo posto in Toscana con un hub aeroportuale collegato all’alta velocità ferroviaria». E il parco esterno, conclude Filippeschi, «è di fondamentale importanza per il prodotto fieristico e per il quartiere».
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