Il presidio
Tutti al mare, ma i bus scarseggiano
Lunga attesa per centinaia di studenti dopo l’uscita da scuola
PISA. Le code sono solo degli utenti. In attesa, a volte vana, del passaggio di un autobus. Si annuncia un’estate calda per il trasporto pubblico locale e per i tanti utenti che usufruiscono del servizio della Ctt Nord per raggiungere le località marine. Ma prima di godersi un po’ di sole, c’è da affrontare la lunga attesa per salire su uno degli autobus che collegano la città al litorale, «a causa - accusa la Filt-Cgil di Pisa - di un’organizzazione aziendale che fa acqua da tutte le parti». I primi disagi estivi si sono materializzati venerdì scorso, poco dopo la chiusura delle scuole, quando centinaia di ragazzi hanno pensato di festeggiare al mare l’ultimo giorno dell’anno scolastico. Senza fare i conti, però, con «i pochi autobus a disposizione e lo scarso numero del personale autista». Risultato? Per molto tempo, in centinaia si sono accalcati al terminal della Sesta Porta della società che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara, prendendo d’assalto i bus diretti a Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone.
«Paradossalmente - prosegue l’organizzazione sindacale - gli autobus più grandi che erano a disposizione sono stati utilizzati per le corse extraurbane nonostante la minima presenza di utenti a bordo e quelli più piccoli destinati al litorale».
Gli stessi problemi si sono verificati per la tratta inversa. «Nessuno dei responsabili ha voluto modificare le percorrenze dei bus», accusa la Filt-Cgil che punta il dito contro l’organizzazione aziendale: «Da Livorno, dove è presente il direttore di esercizio, è stato vietata ogni tipo di modifica, anche in casi straordinari come quello di venerdì. A questo bisogna aggiungere i cronici problemi della società - prosegue l’organizzazione dei lavoratori -: i pochi autobus a disposizione e la scarsa presenza di autisti che, nonostante il concorso per assunzioni da poco completato, restano in un numero inferiore rispetto alle esigenze. A farne le spese - conclude il sindacato - sono gli autisti, che devono prendersi responsabilità che non hanno». (d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
