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Il presidente di Lega: mi spiace di non poter premiare tutti e due

di Antonio Scuglia
Il presidente di Lega: mi spiace di non poter premiare tutti e due

Gabriele Gravina sarà allo Zaccheria: «Pisa-Foggia ha regalato uno spettacolo da alta serie B Quando arrivi a giocare una finalissima l’emozione non ti fa neanche capire davvero cosa succede»

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PISA. Per presentare la finale Foggia-Pisa abbiamo sentito un papere autorevolissimo: il presidente di Lega Pro Gabriele Gravina.

Possiamo dire che è la finale pù bella che ci si possa aspettare?

«Sicuramente sì, è una bellissima finale. Ho seguito le precedenti gare del Pisa con coreografia e partecipazione davvero da altre categorie e la stessa cosa è avvenuta a Foggia. Mettere insieme queste due qualità che hanno espresso le società le due città credo che sia degno di una finale playoff. C'è un piccolo rammarico da parte mia e di tutti: sono due realtà che meritano entrambe, purtroppo però giocoforza una sola potrà accedere alla serie B».

Lei ora è presidente della Lega Pro, ma è stato anche alla guida del Castel di Sangro. Che cosa ricorda della tensione emotiva quando si arriva ad una la finale per la B?

«Non ricordo quasi niente. Ricordo un insieme di emozioni che sfociano in forme di gioia o di depressione. Sono riuscito a focalizzare meglio il risultato soltanto qualche giorno dopo. Lì per lì l'emozione interna non ti faceva rendere conto di quelli che sono le reali condizioni dell'evento sportivo. Vivi le pressioni dei tifosi, della squadre, le aspettative, sei preoccupato del risultato negativo, sei affascinato dalla possibilità del risultato positivo, hai paura di deludere... è un insieme di situazioni che sono forse la parte più bella di ciò che il gioco più bello del mondo riesce a produrre».

Lei è d’accordo che in queste partite lo sforzo emotivo dei giocatori è uguale allo sforzo dei tifosi e dei dirigenti?

«Sicuramente sì. Il giocatore la vive nell'ottica del risultato, della competizione sportiva. Chi sta fuori dal campo la vive con la logica della colpetizione ma anche con la logica della prospettiva, della logica di contemperare, guardare gli aspetti più delicati nel trasmettere la fiducia e la sicurezza agli stessi calciatori, agli stessi addetti ai lavori. Dall’altra parte c’è la necessità di coltivare l'ottimismo della propria tifoseria, cercando di non deludere di coloro che hanno tante aspettative, di chi veramente non dorme la notte pensando a quanto sarebbe bello festeggiare la vittoria di un campionato. La vittoria in un mini torneo come nei playoff può essere esplosiva».

Ma è più emozionante arrivare primi o vincere i playoff?

«La conquista della promozione, quando arriva come frutto di una competizione legata a un mini torneo come i playoff, è anche più esplosiva rispetto alla vittoria del campionato durante la stagione regolare, che è lunga e viene assimilata e acquisita gradatamente. La vittoria dei playoff è un crescendo, esplode nell’arco di una gara per centrare l’oibbiettivo di un anno».

Ha visto in tv Pisa-Foggia?

«Ho seguito la partita in diretta di Pisa. Bellissima coreografia, bellissimo lo spettacolo di pubblico ad altissimi livelli. E sarò presente a Foggia a premiare una delle due squadre. Sarà un'altra giornata ad altissimi livelli, uno spettacolo che supera abbondantemente la media della Lega Pro. Devo dire che siamo a livelli quasi superiori anche a un'ottima competizione di serie B».

Più di 30mila tifosi sugli spalti tra l'andata e il ritorno e due squadre che esprimono un gioco molto bello. Queste partite possono essere anche una risposta a chi considera la Lega Pro come la sorella povera del vero calcio?

«Vi garantisco che non è così. Vi garantisco che la qualità è stata espressa quest'anno è grande, e anche i numeri, i 25 milioni di contatti del campionato su streaming, il numero degli spettatori. Pensate che solo nelle prime giornate di playoff abbiamo totalizzato circa 50mila spettatori. Questo sta a significare che c'è un fermento incredibile all'interno di questa categoria. La qualità espressa nella finale di domenica scorsa, al di là delle differenti caratteristiche tecniche, è stata di altissimo livello tecnico-tattico, emotivo e di entusiasmo. Questo è il calcio, questo è lo spettacolo, domenica a Pisa c’è stato uno splendido spot per il calcio e per la Lega Pro».

Qual è lo stato dell'arte per le riforme della Lega Pro? Già dalla prossima stagione andrà in vigore?

«Ci siamo. E’ passata la norma sui ripescaggi e il format a 60 squadre, bisogna capire se ci sono le squadre per farlo. Dobbiamo assumere tutti il nostro senso di responsabilità per capire se davvero la Lega Pro reggerà questo formato».

Si chiamerà di nuovo serie C o Lega Pro?

«No, il nome rimane quello di quest’anno: Lega Pro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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