Il presidio
Il sindaco di Foggia scrive ad Alfano «Agguati e insulti»
Dalla Puglia si alza il livello dello scontro in vista del ritorno Filippeschi e Sanzo: «Evitiamo esagerazioni e montature»
PISA. Il post gara di Pisa - Foggia non si è ancora concluso. E, dopo una lettera scritta dal sindaco di centrodestra della città pugliese, è arrivato sul tavolo del ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Il primo cittadino Franco Landella, all'indomani della sfida di andata valida per la serie B, ha inviato una mail al leader di Ncd (partito che lo ha sostenuto alle elezioni del 2014 nella coalizione di centrodestra), al presidente della Figc, Carlo Tavecchio, e a quello della Lega Pro, Gabriele Gravina, per informarli «degli incresciosi e gravissimi episodi accaduti durante e dopo la finale playoff» disputatasi domenica all'Arena Garibaldi e che ha visto, dopo una partita memorabile, i nerazzurri trionfare per 4-2 contro i rossoneri di mister Roberto De Zerbi. «Il pullman del Foggia, a cui nella notte tra sabato e domenica è stata asportata furtivamente la targa - scrive Landella in una nota pubblicata sul sito del Comune pugliese - e le auto dei dirigenti sono state prese di mira da oltre un centinaio di tifosi o presunti tali del Pisa, con sputi, calci e manate che hanno rallentato e non poco l'arrivo della squadra allo stadio, con intimidazioni e minacce esplicite». Il sindaco - che domenica era a Pisa - ricostruisce ciò che sarebbe accaduto sugli spalti a danno della sua squadra. «Nella tribuna d'onore dello stadio - continua il primo cittadino del Tavoliere - il presidente del Foggia Calcio, Lucio Fares, e gli altri dirigenti sono stati fatti oggetto di sputi, insulti e spintoni da parte di alcuni facinorosi, tanto da consigliare lo spostamento nel settore ospiti della curva sud, anche per via della scarsa presenza di steward in tribuna (erano presenti appena due ragazzi poco più che ventenni che non hanno potuto tenere a bada gli esagitati)». Landella - nella lettera inviata a Alfano, Tavecchio e Gravina - li informa anche dei contestati episodi accaduti nel post partita nei pressi dell'Hotel Continental di Tirrenia, sui quali ci sono almeno due versioni dei fatti (quella dei tifosi e dei dirigenti foggiani e, l'altra, dei supporter pisani). «L'episodio più grave - aggiunge infatti il sindaco pugliese - si è registrato al rientro della squadra e della dirigenza nell'albergo di Tirrenia, che ospitava squadra e società. Qui alcuni malintenzionati supporter del Pisa hanno atteso giocatori, staff tecnico e componenti societari - continua Landella - che sono stati dapprima insultati e poi aggrediti fisicamente. Per un tesserato del Foggia Calcio, Alberto Gerbo, si è dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso, a causa di un pugno ricevuto in pieno volto con un prognosi di dieci giorni. Episodi che stanno per essere regolarmente denunciati alle forze dell'ordine e all'autorità giudiziaria. Sono certo che lo Stato e la Federazione italiana gioco calcio sapranno fare piena luce sugli episodi esposti e dare un segnale adeguato - conclude il primo cittadino nella sua nota pubblicata sul sito dell'amministrazione - per esaltare i principi di legalità e di democrazia, che sono valori veicolati dallo sport per creare una società civile degna del paese Italia». La risposta del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, non si è fatta attendere. Il primo cittadino - in una nota firmata con l'assessore allo sport Salvatore Sanzo - prova in modo indiretto a placare gli animi dei tifosi rossoneri, la cui accoglienza al Pino Zaccheria si annuncia tutt'altro che pacifica, almeno a leggere dai tanti messaggi scritti su Facebook e sui siti frequentati dai tifosi foggiani. «La partita è stata bellissima, in campo e fuori. È stata una splendida pagina di calcio. Corretta sportivamente e svoltasi ordinatamente, in un clima positivo - hanno scritto Filippeschi e Sanzo -. La città si è fatta onore e le buone prove vanno valorizzate, chiediamo dunque verità e equilibrio. Il rapporto della questura fa fede per i fatti accaduti, che è giusto e responsabile lasciare nella loro reale dimensione, evitando le esagerazioni e il rischio di montature. È l'unica rappresentazione alla quale faranno riferimento gli organi dello sport e il ministero che deve garantire a tutti gli sportivi e ovunque il diritto alla sicurezza».
Stefano Taglione
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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