Il Tirreno

Pisa

la sanità che cambia marcia

Addio alle attese bibliche, l’ecografia si fa in 24 ore

di Mario Neri
Addio alle attese bibliche, l’ecografia si fa in 24 ore

Dall’1 luglio negli ambulatori della provincia scatta la rivoluzione dell’open access Accordo fra Asl e Aoup per gli esami all’addome. «Primi in Italia ad azzerare le file»

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PISA. È l’esame da guinness dei primati, quello con il record di attese. Il picco massimo si è toccato nel settembre scorso: 385 giorni per averne una. Oggi in media servono minimo sei mesi. Dal primo luglio un’ecografia all’addome potrete ottenerla a 24 ore dalla prenotazione. Massimo tre giorni. Nessun codice di priorità: con un percorso così rapido non servono. Sembra impossibile, ma è così. Una rivoluzione. L’ha messa a punto il direttore generale dell’Azienda ospedaliera e universitaria Carlo Tomassini grazie al sostegno di Asl Toscana nord ovest e i privati accreditati.

Si chiama “Open access”. Negli Stati Uniti è una realtà da tempo. Da noi l’Aoup è stata la prima azienda ad introdurlo nel sistema sanitario regionale e nazionale. L’ha fatto un anno fa riuscendo ad organizzare in città una rete di ambulatori con cui fornire una visita cardiologica specialistica nel giro di tre giorni insieme ad un’ecocardiogramma. E da oltre un anno attese zero. «L’importante è stato capire quanto valesse il fabbisogno del territorio - spiega Tomassini - quante fossero le prime visite richieste ogni giorno dai medici di famiglia. A Pisa 45. Così, insieme all’Asl e al privato accreditato abbiamo organizzato una maglia di luoghi con due cardiologi che garantiscono aperture e accesso diretto ogni giorno».

Uno dei segreti, spiega il direttore, è proprio questo. Non sgarrare mai. Fare adesso quello di cui c’è bisogno adesso, non rimandarlo a domani. E finora ha funzionato alla grande. «Se un medico si ammala deve essere sostituito. È capitato che anche il primario sia corso in ambulatorio». In un anno sono state visitate 12mila persone. «Ci siamo sempre riusciti, e senza spendere niente». Sì perché l’open access non ha costi aggiuntivi. «Questo perché a volte i mali del sistema sono dati solo dalla cattiva organizzazione», dice Tomassini. E una delle inefficienze era generata dall’unire nel solito canale chi era già seguito e aveva bisogno di controlli e chi invece era alla prima volta. Per far funzionare l’open access bisogna dividere le acque. Per l’ecografia all’addome servirà un tassello ulteriore: scorporare quelle ordinate dallo specialista all’ospedale da quelle propiziate dal medico curante.

«Saremmo potuti partire già dal primo giugno - spiega Tomassini - Ma vogliamo capire con precisione quanto valga il fabbisogno interno a Cisanello e quello prodotto dall’esterno». Oggi si sa che in provincia, nel territorio della vecchia Asl 5, i medici di famiglia emettevano circa 1.000 richieste per ecografie all’addome ogni mese. Secondo le stime, circa 400 sono le ricette firmate dai medici di famiglia per approfondimenti diagnostici ordinati dagli specialisti di Cisanello e Santa Chiara. «Per questi l’open access - dice il direttore - partirà già da giugno all’interno dell’Aoup». I pazienti che arrivano a Cisanello per un problema, non dovranno tornare dal proprio dottore per poter fare l’ecografia. La faranno direttamente lì.

Il sistema inoltre prevede l’accesso immediato, la visita il giorno dopo. Ma c’è chi a volte viene spiazzato. Qualcuno chiede qualche giorno per organizzarsi. «Per questo abbiamo fissato le 72 ore come tempo standard di risposta». Proprio ieri Tomassini si è incontrato con i vertici dell’Asl e di alcuni privati accreditati per organizzare la rete degli ambulatori in cui si potrà svolgere l’eco addome: oltre che a Cisanello, sulla mappa ci sono il presidio di via Garibaldi, la Misericordia di Navacchio, l’Humanitas e la Misericordia di Cascina, l’Istituto di biomedica, il Lotti e la Pubblica Assistenza di Pontedera, e la Misericordia di Ponsacco. Servizi dal lunedì al venerdì. Per ora con i canali di prenotazione classici: Cup e numeri verdi. Ma presto anche attraverso una app, che Tomassini ha già pronta. In un sistema sanitario considerato un’eccellenza nel panorama nazionale, ma che spesso affoga ancora nella disorganizzazione, davvero una rivoluzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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