Il Tirreno

Pisa

Trovatelli e palazzi di via Zamenhof nuove prove di vendita

di Francesco Loi
Trovatelli e palazzi di via Zamenhof nuove prove di vendita

Gli edifici inseriti dalla Regione in un elenco di immobili che saranno presentati ad investitori italiani ed esteri

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PISA. Il palazzo dei Trovatelli, affacciato su Piazza dei Miracoli all’angolo di via Santa Maria, è uno degli esempi principali in Toscana. Simbolo di tanti aspetti diversi: un edificio di pregio in una situazione di degrado evidente, dentro un mercato immobiliare che non riesce a rialzarsi. Avrebbe potuto essere un hotel di lusso, invece sono serviti sostegni per evitare che i calcinacci cadessero sui passanti. Ad oggi tanti sopralluoghi di operatori economici, ma nessuna offerta concreta. I Trovatelli compaiono nell’elenco di immobili che la Regione, comprendendo anche le proprietà delle aziende sanitarie, ripropone sul mercato tentando una nuova strada. Ad esempio, anziché una vendita, un’assegnazione in gestione. Per i Trovatelli, come per gli altri beni nella lista, sarà avviata un’azione di marketing più forte per provare a smuovere acque che restano stagnanti.

L’elenco. Annunciato a fine gennaio, l’avviso della Regione «è quasi pronto ad uscire: entro metà giugno, giusto il tempo di approntare le ultime schede tecniche. Intanto la giunta lo ha approvato», si legge in un comunicato arrivato da Firenze. La Regione dunque incrementa la ricerca di investitori interessati ad acquistare (o anche prendere in gestione) immobili di proprietà dell’ente e delle aziende sanitarie. L’opzione è aperta: dipenderà dall’interesse e dalle offerte. Per Pisa, oltre ai Trovatelli (Azienda ospedaliera), l’elenco comprende, da parte della Regione, il palazzo Battaglia e casa Cecconi e il complesso di via Roma 3, tutte sedi di uffici. Ci sono poi, per l’Aoup e l’Asl 5, il centro direzionale di via Zamenhof (palazzi A e B); e, per concludere, la divisione ortopedica dell’ex ospedale di Calambrone sul viale del Tirreno. Gli otto immobili in tutta la Toscana che la Regione vuol vendere valgono una sessantina di milioni, 21 l’ex Meyer ed altri 120 milioni i venticinque edifici del sistema sanitario che rimangono.

La strategia. La vendita, affitto o aggiudicazione di eventuali gestioni avverrà attraverso asta o procedura di evidenza pubblica. Ma questo sarà il passo successivo. Ora si prova con la nuova strategia. Diversamente dal passato (perché non è la prima volta che la Regione vende o prova a vendere immobili non più utili, sottoutilizzati o incapaci di generare reddito), la Regione ha deciso però di verificare l’interesse del mercato o di altri enti: prima dell’asta e senza obblighi per alcuna delle parti, ci sarà un avviso a cui operatori privati e pubblici, cooperative di costruzione o gestione, fondazioni e istituti bancari o chiunque interessato, in Italia o all’estero, potrà rispondere illustrando il proprio progetto. E’ previsto anche un programma di presentazioni, sempre informali, con un catalogo, foto, video e schede on line dettagliate. Saranno organizzati anche sopralluoghi negli edifici.

Recupero risorse. «Ora la Regione sta facendo un altro tipo di operazione - spiegano il presidente Enrico Rossi e l’assessore alla presidenza e al patrimonio, Vittorio Bugli -. Prima di procedere all’asta vera e propria vogliamo mostrare gli immobili ai potenziali investitori, descrivendoli nel mondo migliore e più puntuale possibile, per capire se vi può essere un interesse e quale tipo di interesse. Anche diverso dall’acquisto». L’obiettivo è chiaro: la Regione, con meno trasferimenti e nuovi tetti di spesa imposti dal pareggio di bilancio statale, ha solo 100 milioni a disposizione per gli investimenti nel 2016, poco rispetto a non troppi anni fa, quando poteva spendere 400-500 milioni di euro e poteva accendere mutui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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