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Pisa

Santo Stefano riapre al culto e ai turisti

Santo Stefano riapre al culto e ai turisti

Il rettore “inaugura” con una messa l’edificio chiuso da ottobre

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PISA. Dopo quasi sette mesi di chiusura forzata, la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri riapre ai fedeli. E per un pomeriggio anche ai tanti turisti che non hanno perso occasione di ammirare quel gioiello cinquecentesco dell'omonima piazza. Insieme ai tanti curiosi, ieri ha fatto il suo ingresso in chiesa, per la prima volta nelle vesti di rettore, don Francesco Barsotti, dalla scorsa settimana "sostituto" di monsignor Aldo Armani che dopo 31 anni ha deciso di lasciare l'incarico lo scorso ottobre per motivi di salute.

Ieri pomeriggio le porte dell'ingresso da piazza dei Cavalieri sono tornate a spalancarsi, mostrando a tutti i gioielli artistici, storici e architettonici che la monumentale chiesa progettata da Giorgio Vasari conserva. E con essi sono tornate visibili anche le criticità strutturali del luogo di culto, uno dei problemi che don Barsotti dovrà affrontare insieme alla lotta alla "mala-movida" e ad un percorso che porti ad una stabile apertura di quel luogo di culto, ma anche storico e culturale.

«Per adesso è importante riaprirla al culto», dice il nuovo rettore, 48enne pisano, ingegnere elettronico laureato all'Università di Pisa, che ha lavorato per alcuni anni nel campo aerospaziale prima di percorrere quel percorso sempre desiderato che lo ha portato a diventare, circa dieci anni fa, parroco. Dopo quella di ieri pomeriggio, officerà la seconda messa mercoledì prossimo e nei mesi di giugno, luglio e agosto stabilmente di sabato.

«Stiamo inoltre ragionando su una possibile apertura al pubblico un giorno a settimana», almeno fino a settembre, quando poi potrebbe concretizzarsi il progetto della Diocesi che mira ad una riapertura stabile, ai fedeli e ai turisti, di alcune delle chiese cittadine attualmente chiuse. Don Barsotti ha accettato l'incarico «con entusiasmo», cosciente però che «non sarà una passeggiata». Gli ultimi lavori di ristrutturazione e la "mala-movida", che stabilmente occupa la piazza e in più occasioni ha preso di mira la chiesa, saranno tra i temi scottanti che dovrà affrontare. Su quest'ultimo punto, don Barsotti cercherà di seguire una linea tutt'altro che repressiva. «A partire dal prossimo mese - sottolinea - pensiamo di organizzare una serie di iniziative insieme ad alcune associazioni cittadine per coinvolgere i tanti giovani che frequentano la piazza in particolare nei weekend».

Per gli interventi di ristrutturazione, Don Barsotti avrà al suo fianco il vecchio rettore della chiesa che, nonostante l'addio, non ha smesso si occuparsi dello storico edificio di culto. Monsignor Armani, in questi mesi ha lavorato per cercare i finanziamenti necessari per i lavori di rifacimento della navata destra, dove dovrà essere riposizionata la pala del Vasari. «Privatamente cerco di dare ancora una mano. Spero che a breve arrivino positive novità e che anche quest'ultimo intervento si concretizzi», sottolinea l'ex rettore della chiesa che si dice «contento» per la riapertura del luogo di culto. «Spero - aggiunge monsignor Armani, diventato canonico al Duomo - che il nuovo rettore riesca a fare meglio di me e a restituire alla città quello che è uno dei più importanti edifici culturali e artistici, oltre che liturgico, di Pisa».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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