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Riciclaggio, condannato allenatore di cavalli

Riciclaggio, condannato allenatore di cavalli

L’accusa: aveva spostato a San Marino i soldi frutto di corse ippiche truccate Sotto la lente il deposito in banca e la movimentazione di oltre centomila euro

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PISA. Soldi “guadagnati” attraverso una serie di truffe nel mondo dell’ippica. Somme racimolate in Italia, grazie a un sistema capace di decidere vincitori e sconfitti nelle corse dei cavalli, e depositate nei forzieri di San Marino.

È l’impostazione della Procura a sostegno dell’accusa di riciclaggio a carico di Klaus Holger Elhert, 51 anni, residente ad Arena Metato, condannato a due anni e due mesi. L’avvocato Paolo Reffi annuncia appello sostenendo che la base su cui è fondata la sentenza riguarda episodi per i quali Elhert è stato prosciolto in sede di udienza preliminare.

Il processo celebrato a San Marino si è concluso con un’assoluzione e la condanna di Elhert. Per l’accusa l’allenatore ippico, uno dei più vincenti in Italia nel trotto, aveva movimentato soldi frutto di truffe in competizioni sportive. L’importo preciso era di 104.700 euro, depositati in contanti da Elhert alla Banca di San Marino. Parte dei fondi, gran parte investiti in titoli mobiliari, vennero poi utilizzati dall’altro imputato - assolto con formula dubitativa - su procura ricevuta dall’allenatore di cavalli per disporre bonifici esteri per 48.091,80 euro. I due dovevano rispondere di riciclaggio per aver spostato, in una triangolazione ritenuta sospetta, denaro con lo scopo di ostacolare l'identificazione dell'origine criminosa dei soldi.

Pacifico che i fondi siano stati depositati in una banca a San Marino, ma che la provenienza fosse illecita è la tesi respinta da Elhert. Il giudice ha ritenuto fondati alcuni episodi di un’inchiesta sul mondo delle scommesse e del doping nell’ippica che nel dicembre 2014 si è liquefatta davanti al Gup del Tribunale di Potenza con il proscioglimento di 23 imputati, tra i quali Elhert.

Secondo l’accusa i cavalli favoriti venivano "frenati" dai driver in combutta con gli scommettitori per far vincere i concorrenti meno quotati e passare all'incasso appena il sulky su cui avevano puntato tagliava a sorpresa (per tanti ma non per tutti) il traguardo. L'ipotesi dei pm era che almeno nove tris (tra Roma, Trieste, Foggia, Torino, Firenze, Bologna, Modena, Padova) dal dicembre 2006 al giugno 2007 fossero state controllate da una sorta di associazione a delinquere composta da driver, allevatori, scommettitori, veterinari e titolari di laboratori di analisi. Nove corse tris truccate e 27 le gare sospette. Elhert era considerato uno dei promotori dell’organizzazione con un noto driver e uno scommettitore conosciuto negli ambienti degli ippodromi e nel mondo delle auto. Solo che quelle contestazioni - dalle quali l’allenatore si sarebbe messo in tasca i frutti delle combine - non hanno retto nemmeno all’udienza preliminare per decidere l’eventuale rinvio a giudizio. Ma sono state considerate credibili dal giudice a San Marino che ha condannato l’allenatore per il riciclaggio di quei soldi.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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