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Erosione, 40 milioni per salvare Marina e San Rossore

Erosione, 40 milioni per salvare Marina e San Rossore

 Adesso c’è una speranza: la corsa è soprattutto contro il tempo, perché il mare in questi anni ha preso le spiagge a morsi

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MARINA. Adesso c’è una speranza. La corsa è soprattutto contro il tempo, perché il mare in questi anni ha preso le spiagge a morsi. Via via, di mareggiata in mareggiata, le onde si sono ingoiate 800 metri di costa a Marina di Massa con l’erosione marcia spedita verso Tirrenia. Ma soprattutto ha fagocitato metri e metri di sabbia nel cuore dell’orgoglio naturalistico pisano. Ormai la risacca sbatte sulle reti di recinzioni della villa del Gombo. Ma le spiagge di San Rossore e quelle del litorale si possono salvare. La Regione ha appena varato un piano da 115 milioni di euro per pianificare interventi di recupero della costa toscana.

A Pisa arriveranno molti soldi: 13,5 milioni per salvare l’arenile fra Bocca d’Arno e la foce del Serchio, insomma proprio il profilo marino della riserva naturale; e ben 26,7 milioni verranno impegnati per invertire la rotta di quello che è stato un rapidissimo e inarrestabile processo capace di modificare la natura del paesaggio a Marina e che adesso minaccia Tirrenia. Risorse tante, ma ancora tanti dubbi. Perché i lavori procederanno per lotti, e entrambi saranno preceduti da una fase di progettazione che non si concluderà prima del 2017. I due lotti previsti per salvare le spiagge del Parco dovrebbero arrivare a conclusione nel 2021, fra Marina e Tirrenia la scadenza è prevista per il 2023. Per la difesa e il recupero dell'arenile tra fiume Serchio e Bocca d'Arno prima verranno eseguite indagini e progettazioni per 100mila entro il 2016, mentre la «sistemazione morfologica del litorale, con la riconfigurazione del sistema di difesa e il ripascimento dell'arenile» fra Marina e Tirrenia servirà uno studio da 50mila euro nel 2016 e poi il progetto da 200mila nel 2017.

Nel frattempo cosa succede? Si procede con la manutenzione, cioè si va avanti con le spiagge di ghiaia a Marina e con i geotubi nel Parco. Con un’incognita più volte denunciata dai vertici dell’Ente: lo sviluppo del porto di Livorno, secondo alcuni studiosi il colpo mortale alle spiagge pisane.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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