Il Tirreno

Pisa

Orto botanico, tanti applausi per il nuovo look

di Valentina Villa
Orto botanico, tanti applausi per il nuovo look

Riaperto dopo il restauro il settecentesco ingresso di via Roma. Nuove serre con impianti geotermici

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PISA. Riaperto dopo il restauro il settecentesco ingresso dell'Orto Botanico dell'Università di Pisa di via Roma. Oltre all'ingresso con il suo monumentale cancello in ferro battuto, è stato ristrutturato l'edificio che si affaccia su via Volta, sono stati fatti lavori di consolidamento strutturale del muro di cinta che delimita il giardino su via Roma e create nuove serre dotate di avanzati impianti geotermici per la climatizzazione interna e per l'irrigazione, «grazie anche al Dipartimento di Scienze della Terra», come ha sottolineato il rettore Massimo Augello. Nei prossimi mesi saranno completati il restauro della palazzina dell'antica Fonderia, nota come Palazzina delle Conchiglie, che ospiterà il museo botanico e ci sarà il recupero funzionale del Palazzo Centrale, già sede dell'ex Istituto di Botanica. «Il Palazzo Centrale - ha ricordato la professoressa Nicoletta De Francesco prorettore vicario - ospiterà 7 degli 11 musei dell'Ateneo, disposti secondo un filo espositivo particolare, quello della ricerca scientifica che ha fatto sì che i professori impegnati nella ricerca di reperti di anatomia, raccogliessero anche ceramiche precolombiane. Il piano terra - ha spiegato la professoressa - sarà dedicato all'anatomia umana e veterinaria e, dopo aver ammirato una rara collezione di ceramiche precolombiane, il primo piano ospiterà collezioni archeologiche ed egittologiche».

Durante le operazioni di restauro sono stati fatti lavori di manutenzione delle collezioni di botanica esistenti. Questo orto è, storicamente, il terzo della città, come ha ricordato la professoressa Lucia Tomasi Tongiorgi, delegata dell'Ateneo per le iniziative culturali. Nell'orto botanico sono coltivate attualmente circa 6.000 piante, suddivise in 7 settori e 18 collezioni. Tra i tanti lavori fatti in questi mesi, c'è anche la certosina sostituzione «di oltre 1.200 cartellini con i nomi delle piante ospitate e il restauro dei cartelloni degli alberi monumentali», ha spiegato il professor Lorenzo Peruzzi, coordinatore scientifico dell'Orto. La riqualificazione dell'Orto Botanico più antico del mondo per data di fondazione, ha richiesto un investimento complessivo di quasi sei milioni, come ha ricordato il rettore Augello, che ha aggiunto: «In un periodo di tagli dei fondi ministeriali, utilizzando fondi di bilancio, l'Università di Pisa è riuscita a fare maggiori investimenti che negli anni passati e sta per firmare con il Comune di Pisa un patto per lo sviluppo della valorizzazione del territorio». Il sindaco Marco Filippeschi ha ricordato come, durante lo studio dei 14 progetti per il Piuss, l'Orto Botanico si fosse distinto come fondamentale: «Un bene culturale che si trova in una zona geograficamente strategica e di collegamento tra i punti di interesse storico e artistico della città». Il recupero dell'Orto è, per Marta Ciafaloni, funzionaria della Soprintendenza, l'esempio dei risultati che si possono conseguire grazie alla capacità di collaborare fra enti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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