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Il ministro Pinotti: «Massima trasparenza»
La responsabile della Difesa adombra il sospetto di un episodio di nonnismo. «Tempi ormai passati»
PISA. «Qui non troverete porte chiuse, e neppure 'socchiuse'. Sono a vostra disposizione tutti gli atti in possesso dell'amministrazione necessari ai vostri lavori, anche quelli più sensibili; anche quelli dell'inchiesta sommaria che sono già stati portati a conoscenza della madre di Emanuele».
Lo ha garantito il ministro della Difesa, Roberta Pinotti nel corso dell’audizione davanti alla commissione d’inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri.
«Troverete nella Difesa piena collaborazione per le vostre attività, nella consapevolezza che solo il raggiungimento della verità potrà soddisfarci pienamente – ha aggiunto –. C'è stato un tempo, forse, in alcuni corpi come la Folgore, in cui sembrava che il tema del coraggio, di affrontare il pericolo e rischiare la vita, potesse venir declinato nell'idea di una esibizione muscolare di prepotenza che nulla ha invece a che vedere con il coraggio. Coraggio è difendere i più deboli, non fare il prepotente su qualcuno che non si può difendere. Questa è una distorsione da combattere, non è un valore militare. Credo che l'inserimento delle donne nelle forze armate - abbia aiutato molto anche l'evoluzione interna. Ancora sono un numero limitato, il 5%, molti anni passeranno prima che una donna raggiunga il vertice, ma è mia cura che l'ambiente militare sia accogliente nei confronti della componente femminile».
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