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Le bancarelle tornano al Duomo ma saranno solo di cartone

Le bancarelle tornano al Duomo ma saranno solo di cartone

PISA. Occupare per un giorno i loro vecchi posteggi in piazza dei Miracoli ed esporre regolarmente la merce con tanto di prezzo. Questa la protesta simbolica che i bancarellai del Duomo, adesso...

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PISA. Occupare per un giorno i loro vecchi posteggi in piazza dei Miracoli ed esporre regolarmente la merce con tanto di prezzo.

Questa la protesta simbolica che i bancarellai del Duomo, adesso sistemati in piazza Manin, hanno organizzato per domani mattina per tenere vivo l'interesse della città e della politica alla loro vicenda.

Non è la prima volta che viene messa in atto una simile iniziativa: era infatti il 31 ottobre 2014 quando i bancarellai invasero pacificamente piazza dei Miracoli con banchi ricavati da scatole di cartone. La manifestazione di domani segue di una settimana l'assemblea organizzata dalla Confesercenti alla quale erano stati invitati tutti i soggetti coinvolti ed i politici.

«Lo avevamo annunciato dopo l'assemblea – spiega Gianmarco Boni a nome della commissione di mercato del Duomo – che volevamo organizzare una manifestazione pubblica per dimostrare, in maniera più che civile, l'amarezza che proviamo per l'assoluto silenzio delle autorità nei nostri confronti. Quindi per sollecitare nuovamente l'amministrazione comunale a lavorare per una soluzione condivisa del nostro problema – dice ancora Boni – chiediamo a tutti i nostri colleghi di manifestare simbolicamente rioccupando per un giorno i nostri posteggi lungo la staccionata che delimita il “cantiere fantasma”, con un banchino non superiore a due metri di lunghezza e uno di larghezza; banchino decorosamente allestito, prezzando correttamente i prodotti esposti ed evidenziando con volantini da noi forniti il disagio in cui stiamo lavorando».

La questione è ormai conosciuta e riguarda la destinazione dei banchi trasferiti da piazza dei Miracoli per consentire i lavori alla facciata del Museo delle Sinopie, lavori che sono stati ulteriormente prorogati fino al prossimo settembre.

Ancora Gianmarco Boni: «Il trattamento che ci è stato riservato fin dall'inizio di questa triste vicenda che dura ormai da oltre tre anni, non è consono ad una città che da sempre ha dimostrato solidarietà e sostegno a tutti coloro che, dal dopoguerra in poi, si sono trovati in difficoltà per la perdita del proprio posto di lavoro e si è dimostrata solidale nei confronti di tutti coloro che ritengono di migliorare il proprio stato di vita ed economico attraversando mari e monti per raggiungere il nostro Paese. Una solidarietà ed un sostegno che apprezziamo – insiste Boni – e che quasi giornalmente riscontriamo dalle cronache cittadine con la presenza del sindaco a fianco dei lavoratori di qualsiasi azienda, pubblica o privata, che reclamano il diritto al lavoro o al riconoscimento di una migliore qualità delle condizioni lavorative. Anche noi, dopo l'allontanamento “forzato” dalla nostra legittima postazione lavorativa, abbiamo, inutilmente, più volte e a gran voce, sollecitato l'amministrazione di riservare anche alla nostra vicenda la stessa attenzione e la stessa premura. Con la nostra protesta pacifica – conclude – vogliamo tenere alta l'attenzione sulla vicenda. Per questo anche questa volta abbiamo invitato tutti i soggetti interessati, a partire da Palazzo Gambacorti e dalla Confesercenti».

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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