Il Tirreno

Pisa

Bambina morta a 3 anni: fiori e pupazzi di peluche per Samantha - Foto

Uno striscione fuori dalla chiesa (foto Massimo Sestini)
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Uno striscione fuori dalla chiesa (foto Massimo Sestini)

A Rapallo i funerali della piccola morta nella baracca-lager a Calambrone. Oltre ai parenti, presenti anche i compagni di classe del fratello della bambina

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RAPALLO. La piccola bara bianca di fronte all'altare ricoperta di fiori e peluches e fuori i palloncini. Tristezza e commozione nella chiesa dei SS. Gervasio e Protasio di Rapallo, dove tante persone hanno voluto salutare Samantha, la bimba di 3 anni trovata morta il 27 aprile a Calambrone, sul litorale pisano, in una casa fatiscente abitata dalla madre e dal suo compagno, quest'ultimo arrestato il 28 aprile per lesioni e maltrattamenti in famiglia.

I FUNERALI

Il padre della bambina, che vive a Rapallo, ha voluto che la piccola venisse tumulata nel cimitero della cittadina ligure. Proprio a Rapallo infatti la bimba aveva vissuto con i suoi genitori prima che si separassero. In chiesa parenti, amici, e anche i compagni di classe del fratello: sono loro che hanno voluto regalare fiori e pupazzi di peluche come ultimo gesto d'amore per la bimba.

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L'ASL: "LA DONNA NEGO' LE VIOLENZE"

"Il codice rosa per presunte violenze domestiche fu attivato dagli operatori sanitari dell'ospedale di Livorno dopo il ricovero, nella notte tra il 29 e il 30 agosto scorso, della madre della bambina di tre anni trovata morta la scorsa settimana in una baracca ricavata all'interno di un'ex pizzeria di Calambrone, sul litorale pisano, ma la procedura si interruppe per il rifiuto della donna di ammettere le violenze subite". Lo ha reso noto l'Asl Toscana Nord Ovest.

In una nota, l'azienda sanitaria precisa di averla soccorsa "riversa a terra per strada in stato soporoso" e che sul posto "erano già presenti le forze dell'ordine". La madre della piccola risultava "in stato di intossicazione alcolica" e dagli accertamenti effettuati successivamente in pronto soccorso risultarono "ferite considerate dai medici come compatibili con un quadro di violenza domestica" che condussero "il personale alla richiesta di consulenza da parte del referente aziendale del codice rosa".

La donna per negò "di essere stata oggetto di violenza" e giustificò "le ferite come conseguenti a una caduta accidentale dovuta al proprio stato di alterazione alcolica" non esprimendo "il consenso all'attivazione delle procedure del codice rosa o al ricovero in residenza protetta" pertanto "il referente ha segnalato quanto accaduto alle forze dell'ordine, per altro gi a conoscenza essendo presenti al momento dell'intervento 118, ma non ai servizi sociali di alcun Comune non avendo a disposizione recapiti utili di alcun tipo".

A fronte della precisazione i servizi sociali pisani, in una nota del presidente della Società della salute Sandra Capuzzi, hanno ribadito di non essere mai venuti a conoscenza della condizione familiare della piccola: "Con queste affermazioni non si vuole assolutamente attribuire responsabilit specifiche agli operatori dell'ospedale di Livorno, ma riaffermare una verità: purtroppo i servizi sociali non sono mai stati avvertiti. E lo dico senza alcun senso di sollievo ma con tanto rammarico e amarezza".

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