Il Tirreno

Pisa

L’ultimo saluto in forma privata si farà a Rapallo

L’ultimo saluto in forma privata si farà a Rapallo

I genitori sono già rientrati in Liguria Bimba in abbandono, madre rischia denuncia

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un addio in forma privata a Rapallo, città di nascita e luogo in cui riposerà per sempre. Lo hanno deciso i genitori della piccola Samantha, la cui morte ha commosso e indignato l’Italia. Uno sgomento per l’ambiente in cui quell’angelo di 3 anni è salito in cielo dopo aver subìto, i segni sul corpo lo dicono senza margini di dubbio, schiaffi e calci dal compagno della mamma, il serbo Tonino Krstic, 31 anni, in carcere dalle 4 di giovedì scorso per maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della piccina e della madre, Juana, dominicana di 30 anni. Che quelle percosse possano essere stata la causa della morte della bimba è ancora un argomento da autopsia.

Ultimi accertamenti. Oggi il professor Alessandro Bassi Luciani concluderà alcuni accertamenti e poi il corpo di Samantha sarà affidato ai genitori che sono tornati a Rapallo, dove risiede il papà, Stefano Castagnino, 50 anni, pizzaiolo. L’ultimo saluto potrà essere dato tra domani e giovedì nella città ligure.

Nonostante la moglie lo avesse lasciato da oltre un anno (salvo una parentesi da ottobre a dicembre 2015, ndr), portando con sé la piccola, l’uomo fin da giovedì è stato accanto alla mamma di Samantha e di un altro figlio, dodicenne, avuto nel corso del matrimonio.

Funerali in forma privata. Le tappe del dolore in questi giorni per Stefano Castagnino sono state l’obitorio del Santa Chiara, dove l’arcivescovo, Giovanni Paolo Benotto ha benedetto la salma di Samantha, e l’ospedale di Cisanello per il ricovero della moglie. «Li ho sentiti proprio stamani, (ieri, ndr) e mi hanno confermato la volontà di far celebrare i funerali della bimba a Rapallo in forma strettamente privata – spiega don Emanuele Morelli, direttore della Caritas –. Hanno ringraziato la curia e l’arcivescovo per la vicinanza in questa tragedia».

Le indagini. La scena della tragedia, nella baracca di Calambrone, è stata cristallizzata dai carabinieri del nucleo investigativo, guidati dal capitano Michele Cataneo, con il racconto della mamma sul posto e il sequestro di una serie di materiali, non ultimo una fibbia occultata in una braciere da Tonino che potrebbe essere stata usata per picchiare la piccina.

La difesa. L’avvocato Silvia Morelli sta valutando il ricorso al Tribunale del Riesame contro il decreto del gip Giuseppe Laghezza con cui è stato confermato il carcere per Krstic.

La posizione della mamma. Il fascicolo aperto dal sostituto procuratore, Giancarlo Dominijanni punta a chiarire l’eventuale nesso causale tra i maltrattamenti, prolungati nel tempo, inflitti alla piccola e il suo decesso sul pavimento di un tugurio. Le due impronte di scarpe sull’addome sono un’istantanea da brividi. Quello che andrà poi verificata è anche la posizione della madre della piccola vittima. Le domande a cui dovrà rispondere sono almeno un paio. Perché non ha chiesto aiuto per proteggere sua figlia dalle violenze del compagno nell’anno in cui è rimasta nella stamberga di Calambrone. E se davvero nelle ultime due settimane Samantha stava male e aveva la febbre perché non ha chiamato un medico. Lei dice di averlo fatto. Ma agli investigatori non risulta.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani