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Pisa

domenica 8 in piazza garibaldi

Il gioco del Mulino racconta l’economia del passato di Calci

Il gioco del Mulino racconta l’economia del passato di Calci

CALCI. Si sta lavorando alacremente al Gioco del Mulino: si disputerà domenica 8 maggio, pomeriggio, in piazza Garibaldi, nel cuore del paese. È Daniele Cionini, il magistrato della squadra di Calci...

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CALCI. Si sta lavorando alacremente al Gioco del Mulino: si disputerà domenica 8 maggio, pomeriggio, in piazza Garibaldi, nel cuore del paese. È Daniele Cionini, il magistrato della squadra di Calci al Gioco del Ponte e deus ex machina del Gioco del Mulino, ha dare l'annuncio ufficiale. «Questa edizione - sottolinea Cionini - sarà un'edizione super». Si deve proprio al magistrato in prima persona se, qualche anno fa, il Gioco del Mulino è stato salvato. Vengono coinvolti gli otto quartieri della Vallegraziosa e Cionini sta ricevendo il plauso generale perché ha effettuato un'opera certosina per ripristinare il mulino che si era guastato e sembrava irreparabile, destinato alla rottamazione. Lui si è sobbarcato spese anche notevoli senza ricevere una qualche ricompensa. «Sono mosso soprattutto dall'amore per il territorio e le tradizioni - quasi si giustifica - intanto sta coordinando le diverse attività in vista della grande sfida dell'8 maggio. Un corteo con costumi tardo cinquecenteschi precederà la competizione vera e propria, sfilando attraverso le vie del paese, dopo la benedizione delle bandiere». I rioni sono: Castelmaggiore, Castello, Pontegrande, Montemagno, Nicosia, La Pieve, La Corte e La Gabella. Il gioco è nato nell'ottobre 1982, domenica di pioggia, nella quale vide la luce tra curiosità, apprezzamenti e polemiche. Il Gioco del Mulino poteva solo essere fatto all'ombra del monte pisano dove l'ultimo mulino funzionante, delle centinaia esistenti, si era fermato solo pochi anni prima. L'economia locale, estesa alla città di Pisa, dal Medioevo ai primi del 1900, si è sviluppata intorno all'arte molitoria, resa possibile dall'esistenza di ruscelli e torrenti perenni, di buona portata, che forniva l'energia motrice. Il gioco è la rievocazione di tanto passato. Per gli otto rioni combattono otto squadre di tre mugnai ciascuna. A due spranghe di ferro contrapposte si oppongono due squadre per volta applicando la loro forza e la loro tecnica. La squadra che retrocede oltre un certo limite angolare si prende in faccia un getto di farina, è il segnale della sconfitta.

Pier Lugi Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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