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Pisa

Se busta arancione ed estratto conto Inps hanno cifre diverse

Se busta arancione ed estratto conto Inps hanno cifre diverse

Amara scoperta di un operaio nel confronto dei documenti «Importi minori nella lettera dell’Istituto di previdenza»

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PONTEDERA. La busta arancione arrivata da pochi giorni in una mano e nell’altra l’estratto conto dell’Inps, fatto lo scorso gennaio. Marzio Del Torto, 51 anni, operaio di Pardossi, nel comune di Pontedera, scuote la testa sconsolato. «Ci rubano i soldi dopo una vita passata al lavoro», dice con un filo di rabbia. Il motivo è semplice: troppi importi relativi alla retribuzione non combaciano tra l’incartamento richiesto all’Istituto di previdenza sociale e quello inviato dallo stesso Inps per il precalcolo dell’assegno della pensione e la data in cui potremo smettere di lavorare. E la paura di andare in pensione con un mensile striminzito è grande. Il confronto tra la documentazione conferma la rabbia dell’uomo.

Gli anni Ottanta sono un cimitero di crocette a indicare discrepanze. Nel 1982 l’estratto conto dell’Inps, per esempio, indica una retribuzione di 4.135,27 euro, mentre la busta aranacione riporta un “triste” 1.125,25 euro. Più o meno simile la differenza per la retribuzione del 1983. Il dato di tre anni dopo corrisponde, ma manca una marca (45 contro 44). Nel 1990, del Torto secondo l’estratto conto ha “incassato” 13.918,51 euro, mentre per la busta arancione “solo 12.029,31 euro più 344,75 corrispondenti a “malattia a integrazione” (che in totale fa 12.374,06). Altro caso emblematico è quello del 1992: 15.403,84 euro dell’estratto conto contro i 14.291,91. Nel 2003 e 2004, poi, la perla. La ditta dove lavorava l’operaio cambia nome nel luglio 2003. Fino a quel momento tutto ok. Poi cominciano i guai. Al 31 ottobre dello stesso anno l’estratto conto registra 4.668 euro, mentre la busta arancione 4.159. Dal primo novembre al 31 dicembre il primo documento riporta 3.073 euro, mentre il secondo 2.793. Nel 2004, invece, la differenza è notevole: 18.410 euro da un lato e 16.181 dall’altro.

Insomma, un caso strano, anche perché lo stesso Marzio Del Torto fa una riflessione che la dice lunga sui dubbi venuti al lavoratore: «Nel 2013 richiesi un estratto conto all’Inps che riporta esattamente gli importi che ho percepito scritti in quello del gennaio 2016. Com’è possibile che la busta arancione abbia cifre così diverse? Ne va della mia vita di lavoratore e, soprattutto, della mia pensione che, secondo la lettera che mi è arrivata a casa pochi giorni fa, dovrebbe avvenire il primo dicembre 2025 con una previsione di pensione mensile lorda di 1.314 euro. Insomma, una miseria pensando al netto. Ma credo anche poco probabile, viste le differenze che ho notato scorrendo i vari anni da quando ho cominciato a lavorare, risalente al 1981».

L’idea che ci sia qualcosa di strano emerge in maniera inevitabile. E la paura che qualcuno lo stia fregando assale l’operaio che si è già ripromesso di recarsi alla sede dell’Inps per chiedere spiegazioni. «Prenderò un giorno di ferie o di permesso per andare a chiarire questa situazione che non mi va giù assolutamente. Non ho lavorato una vita per perdere soldi».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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