Sicurezza
«Basta borseggiatori sui bus qualcuno fermi il far west»
PISA. Visiti la Torre di Pisa? I soldi ed il passaporto lasciali in albergo. Un autista della Lam rossa ci ha segnalato che giovedì scorso è stata una giornata da bollino rosso per i borseggi alla...
PISA. Visiti la Torre di Pisa? I soldi ed il passaporto lasciali in albergo. Un autista della Lam rossa ci ha segnalato che giovedì scorso è stata una giornata da bollino rosso per i borseggi alla fermata di piazza Manin. La fermata è davanti all'accesso delle mura di piazza del Duomo. «Ed è presa d’assalto da borseggiatori quasi sempre stranieri, uomini e donne», dice l’autista che fa servizio dalle 14 alle 18.20. Sul bus turisti, famiglie che si muovono autonomamente senza arrivare con le navi da crociera da Livorno e senza guida o tour operator. Gente comune che si ritrova “spogliata” su una linea pubblica. Un bus frequentatissimo e che conduce dalla stazione alla Torre. Questo fenomeno predatorio avviene ormai da anni e sempre alla stessa fermata (quella davanti alla Torre) e alla stazione (ora con meno frequenza grazie al presidio delle forze dell'ordine). A Pisa di monumenti, gira e rigira, ce n'è uno solo: la Torre. È l'unico monumento “magnete” del sistema turistico pisano. È così difficile mettere in sicurezza anche la sua unica fermata? «Ho chiamato tutti. Tutti i numeri verdi e di emergenza. Ma niente. Non si è visto nessuno. Carabinieri, polizia e vigili. Nulla. Ed era almeno una banda di 20 persone a borseggiare sul bus», racconta l'autista. «Per l'azienda Cpt il problema non è suo e quindi non è mio - continua - Io devo guidare, fare i biglietti ed altro ancora, ma non mi è possibile evitare che i visitatori della mia città se ne vadano depredati di tutto». La tecnica è sempre la stessa. Tutti si accalcano per salire sul bus. Chi deve borseggiare preme un po' di più grazie ad un complice. La Cpt aveva lanciato l'idea di telecamere a bordo. Non sembra che siano servite né da deterrente né come strumento di indagine e repressione. «Eppure sappiamo tutti chi sono queste persone - dice l'autista - ma a loro non importa nulla visto che spesso sono minorenni». Come dire: anche se le beccano, la fanno franca. «Ditemi allora cosa ci devo fare io? Devo guardare solo la strada innanzi a me? E basta. Tutto il resto? Chi se frega? No, Pisa è la mia città. Chi viene qui, è ospite mio e della città. Dovrebbe essere trattato bene».
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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