Il Tirreno

Pisa

Botte all’asilo, lascia un avvocato

Rimette il mandato il legale di Castiglioni. Il 21 luglio l’udienza per la richiesta di rinvio a giudizio delle maestre

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PISA. Lascia la difesa di una delle maestre imputate per maltrattamenti in un asilo nido comunale a tre mesi dell’udienza del 21 luglio durante la quale il gup, Giulio Cesare Cipolletta dovrà decidere sul rinvio a giudizio o esaminare la richiesta di riti alternativi, dall’abbreviato al patteggiamento. Una scelta che eviterebbe il dibattimento in aula in caso di processo.

L’avvocato Francesco Marenghi ha rimesso il mandato difensivo per Donatella Castiglioni, 59 anni, di Cascina che, insieme alle colleghe Marcella Ricci, 60 anni, di Agnano e Sonia Ori, 59 anni, di Pisa (ai domiciliari dal 4 febbraio), è accusata di maltrattamenti nei confronti dei piccoli ospiti del nido.

I comportamenti contestati alle tre educatrici (Ricci è andata da poco in pensione, Castiglioni è stata trasferita in uffici lontano dai bimbi) partono dal febbraio 2015 e si fermano al gennaio scorso. Undici mesi di vessazioni e umiliazioni inflitte ai venti iscritti al nido comunale con alcuni piccoli sui quali l'accanimento si è rivelato ripetitivo e sistematico. Finora tutte e tre hanno scelto la linea del silenzio con la Procura rifiutandosi di rispondere alle domande dei titolari dell'inchiesta, il procuratore reggente Alessandro Crini e il sostituto procuratore, Aldo Mantovani che hanno chiesto il loro rinvio a giudizio.

Ori è difesa dall'avvocato Alessandra Papineschi, Ricci dall'avvocato Giulia Padovani e Castiglioni dovrà trovarne un altro in vista dell’udienza preliminare. Sono venti i bambini riconosciuti come parti offese nel procedimento aperto dopo la denuncia di un'ausiliaria della mensa che, stanca di veder alzare le mani sui bimbi, il 31 ottobre scorso si presentò dai carabinieri. I filmati girati dal 30 novembre al 13 gennaio grazie alle telecamere installate dagli investigatori hanno dato sostanza alle dichiarazioni verbalizzate dall'addetta alle cucine. In caso di processo le posizioni dei genitori potranno trasformarsi in parti civili con relativa richiesta di risarcimento dei danni. Stessa possibilità è offerta al Comune, il datore di lavoro delle tre educatrici indagate. Nel riepilogare gli episodi che hanno portato all'arresto di Sonia Ori e a indagare le due colleghe, la Procura fa risalire al febbraio 2015 l'inizio di un comportamento interrotto solo con la misura cautelare di febbraio. Con carichi di responsabilità diversi, le condotte addebitate alle tre maestre convergono in una serie di azioni condivise. Per l'accusa le tre «ponevano in atto ai danni dei minori abituali atti di vessazione fisica e morale ed instaurando un regime basato sulla violenza fisica, l'aggressività verbale, la punizione corporale, l'umiliazione, la mortificazione, l'isolamento dal gruppo ed il ricorso a sistematiche minacce ed offese, metodi idonei a determinare sofferenze fisiche e morali in tutti i minori».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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