Il presidio
Spiagge di ghiaia, nuovo ultimatum
C’è l’intimazione alla spianatura entro sette giorni. Altrimenti interverrà la Regione
PISA. Sono accorse circa un centinaio di persone all'assemblea pubblica organizzata dal Centro Commerciale Naturale di Marina che si è svolta venerdì sera al cinema teatro Don Bosco per parlare della spinosa questione delle spiagge di ghiaia. Tra i vari assessori comunali e regionali invitati all'assemblea solo il dirigente unico della Provincia e segretario del Pd Giovanni Viale e l'ingenger Andrea Carli della Regione hanno raccolto l'invito. Tra gli assenti che avevano ricevuto l'invito anche il sindaco Marco Filippeschi. Giovanni Viale ha subito comunicato che proprio la mattina stessa dell'assemblea, la Provincia ha provveduto ad inviare un ordine di servizio all'Ati (associazione temporanea d'impresa) responsabile del cantiere, con cui s'intima di provvedere a spianare la ghiaia del cantiere ancora aperto entro 7 giorni. Se l'Ati non dovesse provvedere, allora sarà la Regione a farsene carico. Ma se almeno questo aspetto sembrerebbe vedere una soluzione se ne pone subito un altro. Di spianature ne è prevista una sola e allora, come ha sottolineato il consigliere provinciale Gianluca Gambini (Fi), «se dopo questo intervento ad inizio stagione, viene una mareggiata e si formano nuove montagne di ghiaia ce le dobbiamo tenere? E questo potrebbe succedere perché, non essendoci le dighe soffolte e il pennello centrale, la ghiaia sale per forza dietro la pressione del mare». La fine dei lavori invece appare ancora lontana perché, come ha spiegato Viale, al momento con l'Ati c'è un contenzioso per del materiale mancante e perché non sono stati rispettati i tempi per la fine dei lavori. «La Provincia punta a far terminare i lavori all'Ati – spiega il dirigente – ma fino a quando non sarà risolto il contenzioso non è neanche possibile procedere ad una nuova gara per assegnare il lavoro ad un'altra ditta. E di certo tutto questo non è a breve scadenza». «A questo punto – ha commentato la Rindi – come Ccn ci riserviamo di avanzare una richiesta di risarcimento danni sia economici che d'immagini che questa situazione ha provocato agli esercenti. Molti clienti che devono prenotare sapendo che il cantiere è ancora aperto decidono di non venire».
Ma gli interventi non sono stati tutti di carattere tecnico, come quello del presidente di Confeserenti Antonio Veronese, che ha chiesto come sia stato possibile che non ci sia stato un interessamento della Sovrintendenza dei beni culturali a tutela del lungomare di Marina, uno tra i più belli d'Italia. Al presidente di Confesercenti si è associato il presidente della Pubblica Assistenza del litoralepisano Aldo Cavalli. «Quello che è stato fatto al lungomare di Marina – ha affermato con forza il presidente della Palp – è un danno ambientale irreversibile». Il Ccn aveva proposto un servizio di pulizia delle spiagge di ghiaia in cambio di poter mettere delle pedane sulle spiagge. Ma dato che le spiagge di ghiaia sono demaniali la risposta è stata un “no” perché non può esserci installato niente. Questo però vuole anche dire che le spiagge di ghiaia non potrebbero essere usate neanche per la balneazione. (d.l.)
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