Il Tirreno

Pisa

Rotte, danneggiate e ammassate È il degrado a 2 ruote

di Carlo Venturini
Rotte, danneggiate e ammassate È il degrado a 2 ruote

Si moltiplicano anche i furti di biciclette in ogni zona In piazza Sant’Omobono sostano i carrelli della movida

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PISA. Svegliarsi, non trovare più la bici ma poco più in là ci sono sei carrelli per la vendita illegale di alcolici. Tra piazza S. Omobono, piazza delle Vettovaglie e piazza dei Cavalieri, il degrado urbano, manutentivo e sociale, scorre inarrestabile. Furti di biciclette e stalli.

Un lettore è venuto a trovarci molto accalorato, sventolando una fresca denuncia fatta ai carabinieri per il furto della bicicletta (con tanto di seggiolino da bambino) sotto quattro telecamere in piazza del Castelletto. La bici era stata comprata da tre giorni e pagata 350 euro (escluso il lucchetto ed il seggiolino). Nonostante le telecamere, di video neppure a parlarne: era buio e poi il ladro va riconosciuto. Eppure si legge nella denuncia che il furto è aggravato e la ricettazione è punita dai due ai sei anni. Ecco allora che il lettore fa il classico giro per il centro storico per ritrovarla. Lei, nuova fiammante di verde “è come stata rapita”. Il lettore non la trova, ma ci fa vedere come sono tenute le bici, nella “mitica” Pisa ciclabile, dove il furto delle contesissime due ruote è una vera tassa occulta per i cittadini. In piazza Sant'Omobono, la Pisamo ci dovrebbe passare con la ruspa. La Pisamo è incaricata della rimozione delle bici inutilizzabili e vedendo come sono accatastate appare velleitario l'impianto di gonfiaggio delle gomme delle biciclette messo in corso Italia. Dietro il casottino che vende il pane in piazza Sant'Omobono sembra sia nato un negozio di bici usate visto l'ammasso delle stesse, copertoni, camere d'aria, catene buttate alla rinfusa. Stessa situazione è un po' più in là nelle adiacenze del negozio di calzature. Tutte le rastrelliere di via Cavour sembrano un ammasso di ferraglia così come quelle accanto al Comune sfoggiano bici senza una ruota o incrostate di escrementi. E visto che le rastrelliere sono insicure o stracolme, c'è chi lega la bici “in verticale” alle grondaie oppure ai cestini di ghisa impedendo il transito dei pedoni sui marciapiedi.

I carrelli della movida. A Pisa le bici durano quanto i gatti sull'Aurelia, recita l'adagio popolare. In compenso prosperano e fioriscono carrelli della Coop (si presume rubati alla stessa) utilizzati per lo smercio di alcolici in piazza dei Cavalieri. Ce ne sono sei legati in piazza Sant'Omobono proprio accanto alla biciclette accatastate dietro il casottino del pane. Quelli non li rubano, e soprattutto nessuno degli avventori della notte o dei commercianti denuncia e chiede la rimozione. Anche in questo caso, e cioè il via-vai dei carrelli e il loro “parcheggio” avviene sotto gli occhi “ciechi” di sette-otto telecamere. Di carrelli della Coop ce ne sono altri due, uno in piazza Tristano Bolelli ed un altro in vicolo del Tidi. Anche lì, bici sfasciate e lucchetti frantumati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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