Le tute blu vanno in corteo per smuovere il contratto
I metalmeccanici domani in agitazione: «È scaduto a dicembre scorso il rinnovo è in stallo perché Federmeccanica non vuol concedere aumenti»
PISA. «Non esiste un rinnovo contrattuale senza un minimo aumento salariale».
Uno sciopero, un presidio e una manifestazione che invaderà piazza dei Miracoli: i metalmeccanici incrociano le braccia e scendono in piazza per rivendicare il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto lo scorso 31 dicembre, e per la difesa dell'occupazione.
Domani si prevede a Pisa l'arrivo di centinaia di operai da tutta la provincia, che si riuniranno all'ombra della Torre «per dare un segnale forte a Federmeccanica e Assistal» in occasione dello sciopero nazionale di quattro ore dei metalmeccanici indetto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm per contestare lo stallo nella trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria.
A Pisa e provincia, gli operai incroceranno le braccia dalle 8 alle 12 e, alle 9, si ritroveranno in presidio davanti alla sede dell'Unione Industriale per chiedere «la stipula di un buon contratto che, dopo tredici incontri e sei mesi di trattativa, la parte datoriale sta impedendo», accusano i sindacati. Da via Volturno, i metalmeccanici e le rappresentanze sindacali sfileranno in corteo per le strade del centro storico fino a piazza dei Miracoli. La proclamazione dello sciopero segue l'incontro dello scorso mese tra la parte datoriale e i rappresentanti dei lavoratori che non ha portato a passi in avanti nella sottoscrizione del contratto, che si è bloccata soprattutto sulla richiesta dei sindacati di aumentare il salario (50 euro al mese per il primo anno la richiesta della Fiom, 105 per un triennio quella avanzata da Fim e Uilm) e «garantire il potere di acquisto di tutti i lavoratori, estendere e valorizzare la contrattazione di secondo livello e rilanciare il sistema industriale e l'occupazione».
Federmeccanica rimane invece sulla posizione di prevedere un salario minimo di garanzia per i nuovi assunti, escludendo aumenti per la maggior parte dei lavoratori.
«Non esiste un rinnovo contrattuale senza un minimo adeguamento dei salari», sottolinea Marco Comparini, segretario generale della Fiom-Cgil di Pisa. Oltre ad un contratto adeguato, i metalmeccanici scenderanno in piazza anche per la difesa dell'occupazione. Decine le vertenze aperte in provincia, centinaia i posti di lavoro in bilico, altrettanti gli operai da anni in cassa integrazione o in regime di solidarietà.
«A livello nazionale stiamo combattendo per il rinnovo del contratto - conclude Comparini -, sul territorio siamo invece impegnati tutti i giorni per la difesa dei posti di lavoro».
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