Il presidio
Rettorato, sterilizzato il voto dei medici
Con le nomine dei super primari a Cisanello, i candidati restano (quasi) senza temi
PISA. Da tempo sono alcune delle rivendicazioni più forti per i medici universitari: troppo potere all’Azienda rispetto a quello esercitato dall’ateneo, soprattutto nei rapporti interni ma anche per quelli con la Regione in vista della piena attuazione della nuova riforma della sanità toscana. E poi troppe incursioni che minano l’autonomia dei prof, la loro libertà di integrare didattica e assistenza. Da mesi sono anche gli argomenti principali della campagna elettorale per la corsa al rettorato.
Per questo i candidati rettori - Donato Aquaro, Giuseppe Iannaccone, Paolo Mancarella e Mauro Tulli - hanno scelto di inaugurare il calendario dei dibattiti proprio partendo da Medicina. Domani alle 15 nella sede della vecchia facoltà di via Roma 55 si terrà il primo faccia a faccia fra gli sfidanti in corsa alla successione a Palazzo alla Giornata, ma per paradosso, a tutti (o quasi) potrebbe servire a poco. Perché il rettore uscente Massimo Augello è riuscito a bonificare il campo dai nodi più spinosi sollevati dai prof in camice bianco. «Ha quasi sterilizzato la campagna elettorale», confida un dottore. Ne è una dimostrazione la recente riorganizzazione varata al policlinico, dove il direttore Carlo Tomassini, proprio in accordo con il rettore, ha ridisegnato la mappa dei dipartimenti e rinnovato le nomine di queste grandi strutture che raggruppano interi reparti. Con la manovra, entrata in vigore il 21 marzo, si è passati da 11 a 10 dipartimenti, ne sono stati cancellati 4 e al loro posto ne sono nati 3. La nuova mappa implica un rimescolamento importante degli equilibri interni. Intanto perché ben tre medici - i prof Michele Lisanti, Paolo Vitti e il dottor Riccardo Vannozzi - hanno perso il loro ruolo di vertice (non quello da primari nelle rispettive unità operative). Ma soprattutto perché l’ateneo è stato reso più forte nell’Aoup: si passa da 6 universitari a 5 ospedalieri alla guida dei dipartimenti a un rapporto di 6 a 4. È vero: i quattro affidati agli ospedalieri sono molto grandi, ma resta un fatto di non poco conto. Sebbene il ruolo dei capi di dipartimento fosse a scadenza, non si è aspettato il voto (24 maggio) in ateneo per concordare le nomine con Tomassini. Insomma, almeno per tre anni, il futuro rettore non avrà voce in capitolo sui vertici di organi fondamentali nella vita di Santa Chiara e Cisanello, visto che i capi dei dipartimenti sono l’anello di congiunzione fra le richieste dei primari e i vertici dell’azienda.
Ma non è l’unico fronte su cui Augello è riuscito a rassicurare i prof di Medicina. È dell’anno scorso un accordo - ma divenuto operativo da qualche mese - con cui l’Aoup si impegna a pagare gli stipendi di 15 docenti associati al posto dell’università. E di poche settimane fa una delle battaglie che più ha infiammato i prof. Aoup e direzione dell’università avevano chiesto agli universitari di scorporare l’attività didattica e quella assistenziale nel calcolo dell’orario. Insomma, di timbrare il cartellino anche per l’azienda. Ma si sono scatenate le proteste e c’è stato un dietrofront grazie a un nuovo negoziato Augello-Tomassini. Addio ad un altro tema far leva per rastrellare consensi in campagna elettorale. Così, la sfida per i competitor potrebbe essere quella di accreditarsi come successori in continuità.
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