Panificio Bolognese, coop di lavoratori per rilanciare l’attività
La proposta arriva dai Cobas dopo l’ordinanza di chiusura dei punti vendita. «Anche la Regione sostenga l’iniziativa»
PISA. Dalla conduzione privata alla possibile gestione cooperativa per continuare una storia iniziata nel 1954. Dopo la chiusura imposta da Palazzo Gambacorti, i Cobas propongono di costituire una cooperativa di lavoratori ed ex lavoratori del Panificio Bolognese per rilevare la storica attività e «gestirla nel rispetto delle normative e dei diritti». Dal sindacato di base parte anche un appello a Lega Coop, Comune e Regione affinché siano «di supporto a questa iniziativa». La storia ultra-sessantenaria del panificio si è bruscamente interrotta la scorsa settimana, quando la direzione attività produttive-edilizia privata del Comune ha emanato l’ordinanza per la chiusura delle quattro attività commerciali gestite dalla società Panificio Bolognese srl (via La Nunziatina, via Curtatone e Montanara, via Rigattieri e quella in via degli Oleandri a Tirrenia). Il provvedimento scaturisce dal sopralluogo effettuato lo scorso gennaio dai funzionari del Suap con il supporto della squadra edilizia della polizia municipale nello storico negozio di via La Nunziatina (dove era stata trasferita anche la produzione a seguito dello sfratto dal capannone di Ospedaletto), dove sono state accertate diverse irregolarità, dal punto di vista commerciale ed edilizio, ed in particolare la mancata presentazione agli uffici comunali della Scia (segnalazione certificata di inizio attività). «Pertanto - si legge nella relazione del sopralluogo - tale attività di commercio sarebbe abusiva» in quanto «è mancante il titolo abilitativo essenziale previsto dalla normativa».
«Valutato che il 26 gennaio l’ufficio Suap ha inoltrato alla società l’avvio di un procedimento per verificare la regolarità dell’apertura dell’attività di via La Nunziatina e rendere possibile da parte della proprietà controdeduzioni relative - specifica invece l’ordinanza che impone la chiusura dei negozi -, considerato che nei tempi previsti dall’avvio del procedimento non sono pervenuti documentazioni o valutazioni dalla società tali da rendere ammissibile l’apertura dell’esercizio di vicinato e considerato inoltre che la stessa situazione presente in via La Nunziatina si ha anche negli altri esercizi di vicinato gestiti dalla stessa società, si ordina la chiusura immediata delle attività commerciali al dettaglio in sede fissa gestite dalla società Panificio Bolognese srl».
Oltre ad abbassare le serrande, la società rischia anche una pesante sanzione amministrativa (multa tra i 2.500 e 15.000 euro). Il provvedimento del Comune segue la lunga mobilitazione degli ex dipendenti che da tempo rivendicano il versamento dei salari arretrati e il tfr (alcuni vantano crediti per 15.000 euro).
La vicenda è approdata lo scorso febbraio anche in consiglio comunale con una mozione presentata da Una città in comune-Prc per esprimere «sostegno ai lavoratori» e approvata dall’assemblea cittadina. «I presidi, gli incontri in prefettura, le istanze in consiglio comunale hanno permesso alla cittadinanza di conoscere una realtà fatta di stipendi mai corrisposti, licenziamenti arbitrari e affitti non pagati - sottolineano i Cobas -. Non sappiamo se l’ordinanza di chiusura sia definitiva o se saranno trovati escamotage per aggirarla, di certo la proprietà non ha i requisiti per mantenere questa attività. Lega Coop, Comune e Regione aiutino lavoratori ed ex lavoratori a costruire una cooperativa che rilevi l’attività e la sappia gestire nel rispetto delle normative e dei diritti: un intervento istituzionale finalizzato a restituire dignità e spettanze agli ex lavoratori e a sostenere un modello di imprenditoria sana e su base cooperativa».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
