Italia
Appalti, l’altolà della Cgil ai tagli nei servizi sociali
PISA. «Si scrive rimodulazione delle gare di appalto e dei programmi operativi; si legge tagli ai servizi all’utenza ed esuberi nel settore della cooperazione sociale». La Fp-Cgil lancia l’allarme...
PISA. «Si scrive rimodulazione delle gare di appalto e dei programmi operativi; si legge tagli ai servizi all’utenza ed esuberi nel settore della cooperazione sociale». La Fp-Cgil lancia l’allarme per i lavoratori del terzo settore che, insieme all’utenza, potrebbero pagare i tagli ai servizi sociali della Società della salute (Sds) che «con la delibera numero 4 del 2016 evidenzia, oltre ad un disavanzo di 860.000 euro del 2015, anche minori entrate da parte dei comuni che ne fanno parte per 140.000 euro».
«In questi giorni - sottolinea il sindacato - sono in corso incontri tra la Sds e le varie cooperative sociali della provincia per rinegoziare i costi di gare in corso d’opera, in barba alla qualità dei servizi, alla fragilità dell’utenza ed all’occupazione di centinaia di lavoratori. Siamo ormai al paradosso: chi è preposto alla programmazione delle risposte e ai bisogni che afferiscono al comparto socio-assistenziale, nei fatti rischia di produrre azioni inefficaci per l’utenza, in un circolo vizioso che si può tradurre in “meno risorse, meno servizi, meno occupazione”».
Per la Fp-Cgil, che ha chiesto alla Sds la convocazione di un tavolo per aprire un confronto improntato sull’individuazione di risorse aggiuntive, qualità dei servizi, tutela dell’occupazione e formazione del personale, è un modello quello che si sta perseguendo: «Nuove forme di cura in cui l’aspetto preventivo e riabilitativo lascia spazio agli interventi emergenziali e alle terapie farmacologiche: un modello che carica i problemi e i costi sulle famiglie e sulla società, subendo passivamente il quadro di compatibilità imposto dai tagli».
«Una situazione - la conclusione - che in provincia rischia di produrre un elevato numero di esuberi nelle cooperative sociali, attraverso le quali la pubblica amministrazione eroga i servizi socio-assistenziali, potendo contare su operatori qualificati che spesso il cittadino erroneamente considera lavoratori pubblici». (d.r.)
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