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L’obiettivo di Forza Italia «Un centrodestra unito»

L’obiettivo di Forza Italia «Un centrodestra unito»

Convegno alla Domus Comeliana sui temi del terrorismo e dell’immigrazione con i senatori Gasparri e Matteoli. Relazione del professor Maccantelli

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PISA. Tra terrorismo, immigrazione e destino di Forza Italia. Ieri nella splendida cornice della Domus Comeliana di via Maffi si è tenuto un convegno che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei senatori Maurizio Gasparri e Altero Matteoli, del consigliere regionale Stefano Mugnai e della coordinatrice provinciale di Forza Italia Patrizia Buonsangue, organizzatrice dell’evento intitolato “L’Italia e l’occidente tra terrorismo ed immigrazione”.

«I due fenomeni non sono sovrapponibili, ma sono intimamente collegati così come lo sono la crisi economica e la crisi delle nascite in occidente», dice Buonsangue. Gasparri è intervenuto dicendo che per fronteggiare questi fenomeni ci vuole «un centrodestra forte in Italia ed in Europa, una Europa che non dà risposte forti e concrete, e Forza Italia servirà anche a chi non è di Forza Italia».

«Forza Italia c’è in Toscana e c’è in Italia - interviene Mugnai - ma ci vuole un’area di centrodestra unita e grande che possa dare risposte ferme e concrete al terrorismo ed alla immigrazione». Dello stesso avviso è Matteoli e cioè che l’Europa non assume posizioni chiare. Sul fronte di Forza Italia, il senatore aggiunge: «Smentisco si faccia un nuovo partito, ma dobbiamo accelerare su cambiamenti. Renzi ha illuso e poi deluso il Paese, ma noi rimaniamo fermi. Lega e Fratelli d’Italia hanno percentuali importanti, ma non possono andare oltre, mentre gli unici che possono acquisire più voti siamo proprio noi con a capo il nostro leader Berlusconi».

Il cuore del convegno è stata la relazione del prof. Valter Maccantelli, esperto di geopolitica. «Ci sentiamo innanzi ad una terza guerra mondiale asimmetrica perché ci siamo illusi che con la caduta del muro di Berlino il mondo diventasse migliore ed invece si sono susseguiti centinaia di conflitti». Il docente aggiunge: «Il mondo prima era “glassato” da due semisfere, gli Usa e l’Urss, scioltisi quelle due potenze, è nato un mondo multipolare, ma senza una vera e propria egemonia di questo o l’altro Stato e ciò costringe a fare nuove riflessioni e analisi». Il primo a parlare a apertamente di terza guerra mondiale è stato Papa Francesco. «Il Papa ha usato una formula giusta, ma molto sintetica e non ci sono in questo campo veri e propri esperti perché si sta parlando di fenomeni transnazionali e complessi perché vanno a toccare anche questioni che intaccano diverse civiltà».

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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