Il presidio
Torna al Galilei dopo la fuga da psichiatria
L’uomo che ha “bucato” la sicurezza al check-in ieri voleva imbarcarsi nascosto tra le merci
PISA. «Tornare in Marocco mi curerà, soffro di nervi, in Italia sto male». Replay. Ci ha riprovato. Questa volta voleva intrufolarsi in un container, l’uomo che domenica mattina è riuscito a eludere i controlli al Galilei sdraiandosi sul nastro trasportatore dei bagagli del check-in fino ad arrivare sul piazzale a poche decine di metri dalla pista ed essere bloccato. Ieri i poliziotti l’hanno ritrovato sull’Aurelia, si stava dirigendo al Cargo Village, la zona da cui le merci vengono caricate sui boeing. «Tornare in Marocco mi curerà, soffro di nervi, in Italia sto male».
Esatto, lo “squilibrato” - così l’ha definito la questura - che tre giorni fa ha bucato quasi tutti i filtri della sorveglianza dello scalo più importante della Toscana a nemmeno due settimane dalle bombe di Bruxelles, da tre giorni sta facendo impazzire agenti di polizia, addetti aeroportuali e sanitari. Ieri si è scoperto che in realtà è un ragazzo di 19 anni, marocchino, con regolare permesso di soggiorno, residente a Massa, ma da tempo uno dei disperati senza dimora che vivono alla stazione, e sta cercando di tornare nel suo paese di origine nei modi più strambi immaginabili e sfuggendo a chiunque, perfino ai ricoveri.
Infatti, per due volte è scappato da psichiatria. La prima fuga risale a sabato, il giorno dopo si sarebbe presentato all’aeroporto scalzo e in stato confusionale infilandosi nel nastro trasportatore. «Era stato trovato per strada da due poliziotti - racconta Liliana Dell’Osso, direttrice di Psichiatria al Santa Chiara - Lo avevano portato qui perché lo assistessimo, ma intorno alle 17.30 è fuggito. Incredibilmente, è riuscito a passare dalla finestra. Nonostante siano regolate tutte per lasciare aperto uno spiraglio di 15 centimetri utile al ricambio d’aria nelle stanze, questo ragazzo è riuscito a passare. È magrissimo, denutrito, pesa 40 chili, ma è in preda ad uno stato psicotico acuto. Nonostante fosse sedato, si è calato dal secondo piano sfruttando un cavo che corre fra un edificio e l’altro». Fuggire da psichiatria è quasi impossibile. Le misure di sicurezza sono rigorose: porte prive di maniglie, chiavi elettroniche per ogni accesso. «Mi è capitato solo con una ragazza anoressica anni fa, io non li lego i miei pazienti», dice la prof. Per questo, «agilmente» - hanno scritto nel loro verbale gli infermieri - se l’è di nuovo data a gambe anche domenica sera alle 19,50, dopo aver fatto scattare il falso allarme all’aeroporto. Un ragazzo in difficoltà, dunque, a cui la questura ha tentato di offrire un volo per il rimpatrio, ricevendo un no secco da Ryanair, e che ieri infine è stato riaccompagnato in ospedale. Un ragazzo innocuo, dicono tutti.
Ma capace di un gesto che ha evidenziato una falla nel sistema dei controlli e sui cui ora indaga Enac. Ieri sia Questura che Toscana Aeroporti hanno ribadito una posizione condivisa in tutta Europa. L’area del check-in e le hall commerciali per ora non prevedono filtri particolari. «Non sono zone di aggregazione “bonificate” come lo sono gli stadi - rivela una fonte di polizia - Renderle tali significare spostare le ispezioni con il metal detector, dove alle persone viene chiesto anche di togliere le scarpe, la cintura e di aprire i bagagli, agli ingressi. Significherebbe adottare un modello simile a quello israeliano, ma questo comporterebbe una forte limitazione delle libertà».
Ma l’istruttoria dell’Ente nazionale per l’aviazione civile si concentrerà su altro. Proprio dopo Bruxelles, la responsabile Enac Toscana aveva annunciato due provvedimenti chiave per innalzare la sorveglianza. I viaggiatori di Firenze e Pisa - aveva dichiarato - avrebbero notato «una presenza più significativa di forze dell’ordine e di addetti ai controlli» proprio nella zona del check-in, grazie a «più guardie giurate» che avrebbero dovuto presidiare i parcheggi e segnalare sospetti alle forze dell’ordine. Non solo. Dovevano essere organizzati «controlli a campione» da Polaria e unità cinofile di carabinieri e Finanza proprio agli accessi del terminal. Ha funzionato tutto?
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